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Torino, 11 giugno: Udienza preliminare del processo contro Silvia, Billy, Costa ed incontro

Testo sull’ incontro:

IN DIFESA DELLA TERRA

L’11 giugno ricorre la giornata internazionale di solidarietà a Marius Mason ed a tutti i prigionieri anarchici di lunga data, una giornata in più per dedicare loro il nostro tempo, pensieri, per continuare la lotta insieme a loro.

La giornata di quest’anno è intitolata “Transizione: la lotta non è finita” (è possibile leggere qui in italiano l’appello completo), tra le altre ragioni, anche per sostenere Eric McDavid liberato a gennaio dopo 9 anni di prigionia e la transizione di genere di Marius.

A Torino, nella stessa giornata, si svolgerà l’udienza preliminare per Silvia, Costa e Billy, di nuovo sotto processo per gli stessi fatti per cui in Svizzera hanno già scontato anni di carcere: l’accusa di tentativo di sabotaggio del centro di ricerca IBM sulle nanotecnologie a Zurigo.

Quello della repressione da parte del nemico è un aspetto inevitabile e da affrontare nella lotta per la liberazione della terra, umana ed animale, perché combattiamo contro quello stesso mondo che devasta e sfrutta il vivente e che segrega ed ingabbia chi si rivolta contro chi intende imporre questa dominante come unica possibilità esistente. E vogliamo colpire il sistema tecno-industriale dove più puo’ nuocere.

Per discutere di questi e di altri aspetti delle lotte anarchiche ecologiste radicali, giovedì 11 dalle h 20,30 presso la sede di Radio Blackout sarà proiettato il documentario, sottotitolato in italiano, “If a tree falls”, la storia di una cellula dell’ELF negli Stati Uniti, paese che, dopo aver indicato nei massimi nemici della propria sicurezza l’Islam, ha promulgato leggi speciali anche per chi ha lottato per la liberazione animale e della terra, declinando in ecoterrorismo e garantendo così sicurezza alle lobbies della devastazione del pianeta.

A seguire dibattito con Billy, Costa e Silvia.

http://www.resistenzealnanomondo.org
http://silviabillycostaliberi.noblogs.org
http://june11.org
until all are free

11 Giugno 2015: TRANSIZIONE – La lotta non è finita…

urlL’ultimo anno è stato pieno di cambiamenti e transizioni per i/le nostr* compagn* incarcerat* e per chi è impegnato nella lotta oltre le mura. Ora, nel pieno dell’agonia della primavera, ci sentiamo obbligat* a festeggiare queste transizioni e queste vittorie, mentre tutto intorno a noi sbocciano nuova vita e nuova energia. Non ci capita spesso l’occasione di mescolare davvero festeggiamenti e lotta – ma adesso è uno di quei momenti!

L’8 gennaio di quest’anno la corte del Distretto Orientale di California ha ordinato il rilascio di Eric McDavid. Il compagno Marius si è pubblicamente dichiarato uomo e ha cominciato a cercare i fondi per la sua transizione fisica. Crediamo che entrambe le transizioni siano da festeggiare e che siano una ragione per continuare la lotta. È con questo spirito che vi portiamo i nostri pensieri sull’11 Giugno 2015.

Per prima cosa, un po’ di pulizie: abbiamo un nuovo indirizzo mail: june11th chiocciola riseup punto net! Se avete inviato qualcosa al vecchio indirizzo, ci sono forti probabilità che non l’abbiamo ricevuto. Ci piacerebbe che ci fossero numerose traduzioni di questo appello e degli altri materiali di  supporto (grazie mille a ContraInfo e agli/lle altr* per il loro aiuto con le traduzioni in questi anni)! Per favore mandate le informazioni sugli eventi che avete in programma quest’anno per l’11 Giugno, poster, zine, e tutti i resoconti a june11th chiocciola riseup punto net. Non vediamo l’ora di avere vostre notizie e posteremo gli appuntamenti su June11.org non appena li riceveremo. Ogni anno ci sono eventi in nuove città, e speriamo che incoraggerete amic* e compagn* in lungo e in largo a unirsi a noi quest’anno.

Questo giorno è una giornata annuale di solidarietà con i/le prigionier* anarchic* di lunga data, inclusi Marius Mason ed Eric McDavid. Chiamando a questa giornata, il nostro obiettivo è di approfondire il sostegno in corso per i/le compagn* che affrontano lunghe sentenze. Sono loro, in particolare, che rischiano di essere dimenticat* in un modello di aiuto ai prigionieri basato sulla reazione a ondate contro la repressione di stato e altre emergenze. Siamo impegnati nel costruire un modello di solidarietà che sia a lungo termine da un lato e allo stesso tempo flessibile per rispondere ai nuovi sviluppi. È vitale costruire costantemente nuovi legami di solidarietà tra prigionieri e tra le lotte, piuttosto che ricadere nella rete statica di legami e contatti personali.

L’11 Giugno, all’origine una giornata di solidarietà per gli/le eco-prigionier*, resta ancorato in un progetto di difesa ambientale e lotta contro una società basata sullo sfruttamento e la restrizione. Man mano che l’attenzione si è spostata sulla solidarietà con Marius ed Eric, due prigionieri anarco-ecologisti che scontavano una condanna di circa 20 anni, la gente ha espresso la loro solidarietà attraverso serate dedicate alla scrittura di lettere, raccolte di fondi, eventi educativi, manifestazioni e attacchi. Nessun vero sforzo per aiutare i prigionieri può basarsi semplicemente sul sostegno passivo : deve anche includere l’impegno di continuare le lotte prima e dopo la loro incarcerazione. Potete trovare ulteriori spiegazioni sul contesto e la strategia dell’11 Giugno qui.

L’anno scorso, mentre organizzavamo gli eventi dell’11 Giugno, ci siamo posti delle domande stimolanti sulla relazione tra le lotte orientate verso l’ecologia e le lotte anarchiche contro le prigioni. Per noi è chiaro che il mondo che ha bisogno di prigioni ha anche bisogno della distruzione dell’ambiente; in quanto anarchic*, disprezziamo entrambe le cose. Siamo rincuorat* dal crescente movimento contro le spiagge di catrame, gli oleodotti di GNL, la fratturazione idraulica e le miriadi di altri progetti distruttivi per l’ambiente. L’aumento delle eco-lotte in tutto il mondo è necessario ed emozionante. Sia Marius che Eric restano dediti a queste lotte, come noi rimaniamo dedit* a loro, a tutti gli/le eco-prigionier*, e alle lotte in cui tutt* sono – siamo – impegnat*. Ma quest’anno ci sono state offerte delle ragioni per festeggiare – e ne parleremo man mano.

Quest’anno Marius Mason ha condiviso pubblicamente il suo nuovo nome e l’uso del pronome che riflette meglio la sua identità di genere maschile. Per citare il suo avvocato, Moira Meltzer-Cohen che lo assiste negli aspetti legali della sua transizione, Marius è qualcuno “il cui coraggio e integrità sono ancor più sottolineati dal fatto che la sua liberazione e autonomia sono stati a lungo fortemente limitate.” Di fronte a un mondo che sottopone sistematicamente le persone trans a violenza, isolamento e insulti, speriamo che ognuno dimostri il proprio sostegno alla liberazione dei/lle trans sostenendo Marius e le numerose persone trans in prigione. Questa lotta dovrebbe estendersi al di là della semplice raccolta di fondi. I/Le prigionier* trans lottano non soltanto per le necessità materiali dell’esistenza, ma anche contro un sistema di dominazione che non si fermerà davanti a nulla per impedire loro di essere semplicemente chi sono. La nostra solidarietà dev’essere creativa e varia quanto le tattiche dello stato sono crudeli e oppressive.

L’8 gennaio di quest’anno, Eric McDavid è stato rilasciato dopo nove anni di prigione. Eric è tornato a casa da amic* e familiari dopo che una corte federale ha accettato la sua richiesta di habeas corpus, dichiarando che l’FBI aveva trattenuto delle prove durante la fase di raccolta di prove del suo caso. Per questo Eric ha potuto dichiararsi colpevole di un reato meno grave, che comportava una sentenza di massimo cinque anni – quattro anni meno del tempo che ha già passato in una prigione federale. L’incredibile determinazione di Eric e il sostegno formidabile della sua famiglia, degli/lle amic* e dei/lle compagn* hanno non solo contribuito al suo benessere emotivo e fisico dietro le sbarre ma anche alla sua liberazione. Il suo rilascio dopo nove anni è un cambiamento monumentale. Ora Eric è confrontato alla costruzione di una nuova vita dopo quasi un decennio di incarcerazione. Si tratta di una nuova fase di lotta, e ci impegniamo a continuare a essere solidali con lui nel post-liberazione.

Ci ritroviamo ad affrontare nuove questioni su come aiutare Eric durante questa transizione da un ambiente carcerario fortemente controllato a una vita di prigionia a cielo aperto (le condizioni che si sovrappongono tra la condizionale di Eric e la società di controllo in cui viviamo tutti). Nonostante non viva più in una gabbia di cemento e filo spinato, Eric si confronta ancora costantemente con l’apparato repressivo dello Stato. I suoi spostamenti sono limitati, le comunicazioni controllate, e il suo tempo passato in modi che non sono sempre di sua scelta. Tutto ciò limita la sua interazione con le comunità da cui è stato lontano a lungo, le comunità con cui desidera impegnarsi e di cui vuol far parte. Dobbiamo trovare il modo di ridurre l’impatto di queste restrizioni e di rendere possibile una transizione e un ritorno a casa il più accoglienti possibile. Siamo elettrizzati all’idea di affrontare queste questioni nove anni prima del previsto.

Il cuore degli eventi dell’11 Giugno di quest’anno continuerà a includere Eric per aiutarlo materialmente e emotivamente durante questa transizione e per mantenere il coinvolgimento politico relativo alla sua prigionia. Il caso di Eric rimane uno degli esempi più evidenti di come lo stato prenda di mira e ingabbi gli anarchici in questo paese. Ma dobbiamo anche ricordarci che il suo caso non è assolutamente un’eccezione. Le comunità musulmane sono le più colpite da questo genere di attacchi dell’FBI. Dovremmo sempre trovare dei modi per lavorare solidarmente. Il sostegno post-liberazione è una componente vitale della nostra lotta, e siamo ovviamente entusiasti oltre ogni dire di vedere di nuovo Eric camminare sulla Terra e parlare con gli/le amic* come e quando vuole, e a ogni passo affermiamo che vogliamo la distruzione di tutte le prigioni.

Le pratiche di una solidarietà in corso non dovrebbero servire soltanto come un’abitudine culturale rassicurante: le nostre azioni contengono il potenziale per delle conseguenze – positive e negative – materiali reali per i/le nostr* compagn* incarcerat*. Praticando la solidarietà con i compagn* in prigione e i/le loro car*, il nostro obiettivo va al di là del semplice sostegno; miriamo a costruire uno slancio sociale contro un intero sistema di dominazione e distruzione ambientale. Queste relazioni aumentano il significato di ogni nostro gesto di solidarietà, rendendoli strumenti più potenti a nome di chi è dentro, ma accrescendo anche il rischio che questi gesti siano mal valutati o imprecisi: come sempre, bisogna fare uso di attenzione e analisi acuta quando si prepara un piano.

Questa riflessione si applica all’intera varietà di progetti di sostegno, inclusa la raccolta di fondi. Eppure speriamo che anche la raccolta di fondi possa creare degli spazi per la discussione e la lotta. Una preoccupazione comune tra i/le compagn* che affrontano lunghe sentenze è sapere se ci saranno ancora progetti sovversivi e discussioni in corso quando usciranno. Sta a tutti noi fare in modo che ce ne siano, e che questi progetti e conversazioni siano più forti, più ricchi e più vitali. E sono le nostre lettere ai/lle prigionier* che assicurano una connessione continua con questo processo.

Un elemento preciso è lo sviluppo della nostra capacità di sostegno ai prigionieri. Negli ultimi anni ci sono state vittorie e contrattempi quando gli/le anarchic* e altr* prigionier* ribell* hanno intrapreso delle lotte contro le loro condizioni, incluso scioperi della fame e del lavoro. Lo sciopero della fame di Nikos Romanos e la solidarietà rivoluzionaria che l’ha accompagnato ci hanno ricordato la possibilità sovversiva delle lotte coordinate oltre le mura. Ma mentre i prigionieri anarchici come Sean Swain nell’Ohio o Michael Kimble in Alabama, conducono sempre più spesso battaglie simili in Nord-America, al movimento sono spesso mancati i legami o la forza per offrire una solidarietà significativa. Non è una critica alla dedizione del gruppo di sostegno che lavorava con i/le prigionier* ribell*, ma è diretto al resto di noi, e indica l’importanza della generalizzazione di forme attive di solidarietà con i/le prigionier*.

Un aspetto importante del progetto a lungo termine di solidarietà ai/lle prigionier* è mantenere le vecchie relazioni mentre se ne costruiscono di nuove con altr* prigionier* in lotta. Amelie e Fallon, due compagne rilasciate di recente hanno bene incluso quest’idea nella lettera aperta dello scorso febbraio : //en-contrainfo.espiv.net/2015/02/17/mexican-prisons-open-letter-of
Generalizzare la solidarietà significa evadere dallo spazio della ristretta “scena attivista” per permettere che si creino nuovi sorprendenti contatti. Parte del nostro progetto di quest’anno è costruire rapporti di solidarietà più forti con i/le prigionier* trans in lotta, proporre sostegno personale e politico immediato, e prepararsi a offrire un aiuto più significativo nelle lotte future per la sicurezza, ormoni/altre risorse mediche, e dignità.
http://supportmariusmason.org/2014/07/07/free-marius-jacob-mason

Ci ispiriamo a Chelsea Manning, che ha ottenuto accesso agli ormoni nonostante delle condizioni fortemente contrarie, fatto che indica in maniera incontrovertibile la possibilità di vittorie future per altr* prigionier* trans.

Continueremo ad adattarci ai continui cambiamenti di contesto provocati dalle vittorie ottenute da* compagn* in carcere – come la liberazione di Eric, il coming out di Marius, la conquista di “spazio per respirare” di Nikos Romanos e proprio negli ultimi giorni, il sorprendente ritorno a casa di Amelie, Carlos, e Fallon — e dalle trasformazioni continue del macchinario repressivo. Queste transizioni segnano lo sviluppo del progetto e in ogni caso non un punto fermo.

“La lotta non è finita … assume nuove forme. Qualunque sia il suo volto, qualunque sia il suo nome, è sempre guerra.”

Grazie a tutti per la solidarietà dimostrata l’11 Giugno o qualunque altro giorno. Significa tutto.

11 giugno 2014 – Giornata internazionale di solidarietà con Marie Mason, Eric McDavid e tuttx i/le prigionierx anarchichx di lunga data

L’11 giugno si sta rapidamente avvicinando. Come rivitalizzazione della giornata di supporto per i/le prigionierx ecologistx, la Giornata Internazionale di Solidarietà con Marie Mason, Eric McDavid e i/le Prigionierx Anarchichx di Lunga Data ha visto negli ultimi 3 anni un’enorme diffusione del supporto e dell’amore per Marie ed Eric in tutti gli angoli del mondo.

Significativamente, oltre al fiorire del supporto sia materiale che immateriale, abbiamo visto la proliferazione di azioni di solidarietà in molti diversi contesti, che ha diffuso lo spirito e i contributi alle nostre lotte di chi lo Stato ha cercato di far sparire. La solidarietà coordinata internazionale ha cominciato a diffondersi, con informazioni sui/le prigionierx anarchichx di lunga data ed ecologisti, superando molte barriere geografiche e linguistiche.

Questi sforzi hanno avuto effetti molto tangibili sulle vite di Marie ed Eric (e moltx altrx). Le iniziative benefit li hanno aiutati a rimanere fedeli ai loro valori vegan, le persone care sono state in grado di far loro visita regolarmente nonostante le lunghe distanze, nuove generazioni di persone radicali in tutto il mondo li hanno raggiunti con la solidarietà. Insomma, l’11 giugno è stato molto efficace nell’aiutare a mantenere Marie, Eric e moltx altrx prigionierx anarchichx ed ecologisti di lunga data nei nostri cuori e nelle nostre menti, e mantenerli vivi nelle nostre lotte.

Ma questo processo del ricordare – del “mantenere vivi” – è una cosa infida.

Le nostre lotte e i nostri movimenti sono spesso colpiti da una mancanza di memoria, e da una mancanza di comprensione e connessione con il passato come modo di informare le nostre azioni nel presente. Questo è sia una conseguenza dell’alienazione tecnologica della nostra epoca che una conseguenza della repressione strategica da parte delle forze dello stato. Lo stato, al presente, ha la capacità di rapire i/le nostrx compagnx e seppellirlx vivx, di forzarlx a languire tra cemento e freddo acciaio per decenni o per sempre. Sono strappatx via dalle nostre comunità, dalle nostre vite. E al loro posto rimane un vuoto doloroso.

Lo stato, da parte sua, sta banchettando sulla veridicità del vecchio detto “il tempo guarisce tutte le ferite”; sperando che questo vuoto si stringerà e che “dimenticheremo”. Se mantenutx prigionierx per abbastanza tempo, così pensa lo stato, le azioni dei/le nostrx coraggiosx compagnx svaniranno nell’oblio della storia e noi fuori rimarremo senza la loro presenza costruttiva e appassionata nelle nostre lotte. Dobbiamo combattere contro questa tendenza repressiva; non dobbiamo mai dimenticare.

Negli ultimi anni abbiamo visto un netto incremento nelle azioni di difesa ecologica e di liberazione animale in tutto il mondo. In questa resistenza sempre maggiore è importante che riconosciamo le azioni e le lotte del passato, dei/le compagnx che oggi dobbiamo purtroppo chiamare “prigionierx anarchichx di lunga data”. La continuazione delle loro lotte – ricordarli in maniera attiva – dev’essere mantenuta viva.

A questo scopo, per l’11 giugno di quest’anno vogliamo fare una chiamata specifica. Mentre negli scorsi anni possiamo aver enfatizzato alcuni aspetti del supporto per i/le prigionierx di lunga data (per es. supporto materiale, la costruzione di legami internazionali, ecc.), quest’anno vogliamo che sia esplicito.

Come gruppo che organizza l’11 giugno, abbiamo spesso usato il termine “ricordo attivo” per descrivere un processo che sentiamo sia cruciale nel fare supporto ai/le prigionierx di lunga data. Ovvero, siamo arrivatx a vedere la necessità di non portare semplicemente avanti una serie di nomi da “onorare e ricordare”, ma di lavorare verso una modalità di supporto che lega le nostre relazioni con i/le prigionierx anarchichx ed ecologisti di lunga data all’azione nelle nostre/loro lotte in corso.

Marie ed Eric, essendo al centro dei nostri sforzi organizzativi per l’11 giugno, sono entrambi vegani convinti imprigionati per aver agito in diretta opposizione alla distruzione della terra. In uno sforzo di “ricordarli attivamente” e di coinvolgerli nel presente connettendoli a una continuazione della loro lotta, stiamo incoraggiando le persone a legare le loro iniziative dell’11 giugno alle lotte in corso ecologiste e di liberazione animale.

Questa chiamata non è proscrittiva in nessun modo; leggete quello che volete in queste parole e mettetelo in azione come voi e il vostro gruppo credete sia meglio. Ma ricordate, quella che stiamo chiedendo non è un’espressione ritualistica di solidarietà, una festa una volta l’anno in cui, per solo un istante, richiamiamo alla mente quellx catturatx dallo Stato. Piuttosto, la nostra è una chiamata a vivere la storia dei/le nostrx compagnx imprigionatx, a prendere i loro nomi, le loro azioni, e le loro lotte e restituirli al mondo che li imprigiona. La nostra è una chiamata all’azione.

In solidarietà con Marie e Eric, con tuttx i/le prigionierx anarchichx di lunga data; in difesa della terra; finchè ogni gabbia non sarà vuota!

June11.org

Santiago, Cile: Giornata “Arrendersi Mai” a sostegno dei/le prigionierx di lunga condanna

Arrendersi Mai Giornata di solidarietà con gli/le anarchici/che di lunga condanna Se il tempo e le mura usurano la solidarietà....Che facciamo? musica, ci sarà cibo vegano dolce e salato biblioteca Sante Geronimo Caserio e Biblioteca La Hiedra  attività libera di alcol e fumo.
Arrendersi Mai
Giornata di solidarietà con gli/le anarchici/che di lunga condanna
Se il tempo e le mura usurano la solidarietà….Che facciamo?
musica, ci sarà cibo vegano dolce e salato
biblioteca Sante Geronimo Caserio e Biblioteca La Hiedra
attività libera di alcol e fumo.

Da questo luogo del mondo, abbiamo voluto rispondere alla chiamata internazionale di solidarietà con gli/le anarchici/che detenutx di lunga condanna, a sostegno di Marie Mason ed Eric McDavid, compagnx americani incarceratx il 2008 e 2006 rispettivamente. Marie viene catturata per due incendi commessi nel 1999 e nel 2000. Dopo il tradimento del suo ex marito, Frank Ambrose.

Eric senza aver raggiunto alcuna azione è condannato per il delito di cospirazione con l’aiuto di un’infiltrata che ha compilato prove contro di lui. I due si sono rifiutati a collaborare con la polizia e consegnare dei compagnx, con questo come aggravante lo Stato gli/le ha condannatx a più di 20 anni di carcere.

Però perché il 11 Giugno? È iniziato come una giornata internazionale di solidarietà con l’anarchico Jeff “Free” Luers, prigioniero nel 2004 con una condanna di più di 22 anni di carcere. Dopo anni di lotta, e insieme al suo equipe legale, è riuscito a ridurre la sua pena e nel 2009 è stato rilasciato. Ma negli anni trascorsi tra l’arresto di Jeff e il suo rilascio, l’FBI, nel tentativo di devastare le comunità ecologiste radicali e anarchiche, abbia accusato e arrestato Eric McDavid e Marie Mason.

In questa linea è che viene agitata questa data, per ricordarci quanto sia importante essere solidali attivamente, in quanto ci serve a sollevare il morale dei/le compagnx rapitx dallo Stato e raggiungere la loro uscita sulla strada.

In tutto il mondo esistono compagnx imprigionatx, noi quelli che siamo fuori dobbiamo supportare ed essere solidali con loro; è per questa ragione che, come biblioteca Sante Geronimo Caserio e Biblioteca La Hiedra abbiamo voluto realizzare quest’attività anticarceraria, come un umile gesto di solidarietà con tuttx i/le compagnx in carcere per confrontarsi alla dominazione.

Marie Mason, Eric McDavid, José Miguel Sánchez, Alberto Olivares Fuenzalida, Justin Solondz, Marco Camenisch, Freddy Fuentevilla, Juan Aliste, Marcelo Villarroel, Mumia Abu-Jamal, Ted Kaczinsky e Gabriel Pombo da Silva per citarne algunx.

Né breve né lunga condanna: Non vogliamo nessuna sentenza

Vogliamo finire con le Carceri!

Giornata di solidarietà con gli/le anarchici/che di lunga condanna

Martedì 11 Giugno
ore 18:00.
ZTA Cueto con Andes: Cueto 993 esquina Andes – Metro Cumming

fonte

11 Giugno: Giornata internazionale di solidarietà con Eric McDavid, Marie Mason e i/le prigionierx anarchicx di lunga data

L’11 Giugno è la giornata internazionale di solidarietà con Eric McDavid, Marie Mason e altri/e prigionieri/e anarchici/e di lunga data.

Lo stato ci ha rubato Eric McDavid e Marie Mason rispettivamente nel 2006 e nel 2008. Negli anni trascorsi dai loro arresti, la repressione è arrivata a sembrare meno un evento specifico, e più come un incubo continuo, da cui non si può fuggire. Condannati a, rispettivamente, 22 anni e 20 anni, Marie e Eric rimangono in gabbia ancora oggi, e conoscono quest’incubo in maniera più intima della maggior parte di noi.

Ultimamente, abbiamo sentito molto parlare del tempo della fine, e il totale collasso ecologico sembra imminente. Ma cosa significano queste forze e quelli/e dentro le celle delle prigioni? E cosa significano per noi fuori? Stiamo cercando di salvare sia noi stessi/e che qualche brandello di selvaggio su questa terra. Il nostro compito è difficile, e a volte sembra impossibile, perchè più combattiamo duramente, e più affrontiamo la repressione. Ogni giorno perdiamo più specie, più terre, più amici/e… e questo processo non mostra segni di rallentamento. Come possiamo sopravvivere e continuare a lottare di fronte a questa realtà? Continue reading 11 Giugno: Giornata internazionale di solidarietà con Eric McDavid, Marie Mason e i/le prigionierx anarchicx di lunga data