Category Archives: Video-Multimedia

Atene: Questi sono i giorni di Alexis!

Verso le 19:15 del 6 dicembre sono cominciati i primi scontri nella zona di Exarchia tra i/le  incappucciat* e le forze dell’ordine. Giovani ribelli, hooligan e gruppi anarchici si sono scontrati per ore con le forze antisommossa e la banda in borghese che avevano occupato tutta la zona intorno a Exarchia, usando pietre, molotov e fumogeni. Gli scontri sono andati avanti fino quasi le 4 del mattino del 7 dicembre, anche se a partire delle 2 avevano perso di intensità.

Circa 500 persone hanno partecipato questa domenica alla lotta di strada, commemorando col fuoco l’assassinio di Alexandros Grigoropoulos da parte del pulotto Korkoneas 7 anni fa. Per quanto riguarda i fermi della giornata, possiamo dire che ce ne sono stati almeno 3 (immaginiamo che siano di più ma non conosciamo il numero esatto).

Di seguito un video con qualche momento degli scontri:

E la foto di una vettura che è stata rovesciata e incendiata in via Soultani:

6dek.soultaniin spagnolo

Atene: Lotta di strada nella notte del 5 dicembre

Verso le 23:00 di sabato 5 dicembre, circa 200 persone hanno cominciato a riunirsi in via Stournari, nel quartiere di Exarchia, gridando slogan in memoria di Alexandros Grigoropoulos.

Poco dopo sono cominciati i primi attacchi con le molotov contro le squadre antisommossa che si trovavano nella parte bassa della via Tositsa. Gli scontri con i pulotti sono continuati fin quasi le 3 del mattino del 6 dicembre. Per quanto ne sappiamo, non ci sono stati fermi.

Qualche momento della lotta di strada all’incrocio delle strade Zaimi e Stournari:

Grecia / Cipro: Manifestazione e scontri del 6 dicembre

heraklion-creteIl 6 dicembre si sono svolte delle manifestazioni per il settimo anniversario dell’uccisione di Alexandros Grigoropoulos in diverse città greche, come Salonicco, Komotini, Ioannina, Karditsa, Lamia, Volos, Larissa, Trikala, Agrinio, Patras, Kalamata, Heraklion & Rethymno (isola di Creta), Mytilini (isola di Lesbos), e Atene centro, ma anche a Limassol, Cipro.

Lo striscione principale a Trikala diceva: “Avanti per un Dicembre Nero senza fine – Perché nessun Dicembre finirà mai (A)CAB”.

trikalaUno degli slogan cantati a Mytilini: “Koumis, Kanellopoulou, Michalis Kaltezas, Alexis Grigoropoulos, questa è la Grecia,” in riferimento ai giovani che hanno perso la vita per mano della polizia greca (lo studente universitario Iakovos Koumis e il lavoratore Stamatina Kanellopoulou sono stati uccisi dai poliziotti nel novembre 1980; i loro crani sono stati sfondati da feroci percosse).

A tarda sera ci sono stati degli incidenti in città come Komotini, Agrinio, Volos, Kalamata e Heraklion, mentre la terza notte di scontri a Exarchia è durata diverse ore.

Filmati da Athens / Exarchia:

https://www.youtube.com/watch?v=Di7D44kn2EY

Filmato da Komotini, Grecia del nord:

in inglese

Radiocane: A proposito dello sciopero della fame di Nikos Romanos

Lo sciopero della fame di Nikos Romanos, incominciato nelle galere greche lo scorso 10 novembre, sta scatenando la rabbia di molti compagni e solidali in Grecia e altrove. A riguardo una breve corrispondenza con un compagno di Atene.

Ascolta: Radiocane.info

Lleida, Catalogna: Camminata contro il carcere di Ponent

SECONDA FIACCOLATA CONTRO IL CARCERE DI PONENT
ed appogio ai prigionieri ed ai famigliari delle vittime di torture.

Saluti a tutt*!

Quest’anno la fiaccolata contro il carcere di Ponent, di Lleida, si terrà Sabato 6 Dicembre. Incontro alle 19:00h su Piazza Europa (Lleida), nel passaggio sopra le vie di treno.

Nel pomeriggio, all’ora del caffè (16:30h) si farà un aggiornamento informativo della situazione dei compagni anarchici prigionieri Francisco Solar e Mónica Caballero nel Ateneo Libertario “L’Arrel” di Lleida (via Comptes d’Urgell, 31), seguito di un dibattito sulle “azioni di solidarietà contro le prigioni”.

Perché esistono tante ragioni di dire NO alle prigioni! Ne a Ponent, ne altrove!

PARTECIPA ALLA GIORNATA DI LOTTA!

in catalano, castigliano & francese

Lione, Francia: Manifestazione offensiva contro il congresso del Fronte Nazionale

[vimeo]http://vimeo.com/112551413[/vimeo]

Contro
il fascismo, lo Stato e il capitalismo.

Organizziamo
la resistenza e la solidarietà.

Contro la repressione.
Le frontiere ci dividono, la lotta ci unisce.

Contro il partito degli assassini.
Contro il congresso del Fronte Nazionale…

Tutti e tutte a Lione!

Manifestazione il 29 novembre del 2014, ore 14:00, Piazza Jean-Macé

via RAGE

Grecia: Si intensifica la lotta contro la costruzione delle prigioni di massima sicurezza

Dal 28 giugno (6° giorno di sciopero della fame di massa), la lotta si sta intensificando in vista del voto sul progetto di legge per la costruzione delle prigioni di massima sicurezza il prossimo giovedì, 3 luglio 2014.

Il 27 giugno, la rete dei prigionieri in lotta ha chiamato alla mobilitazione solidale, anche in riferimento allo sciopero della fame di Nicolò Angelino, che è sotto detenzione in Italia.

Più di 30 scioperanti della fame sono stati trasferiti all’ospedale del carcere maschile di Koridallos, mentre il 28 giugno, la mattina, i compagni Panagiotis Argirou e Michalis Nikolopoulos (membri prigionieri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco) sono stati portati anche loro in ospedale, insieme ai compagni Argyris Ntalios, Yannis Michailidis e Nikos Romanos.

Tuttavia, il servizio sanitario del carcere e l’ospedale non hanno personale sufficiente per prendersi cura degli scioperanti che lì transitano urgentemente, mentre l’amministrazione del carcere mostra un totale disprezzo per la loro salute, inviandoli nuovamente in gli moduli. Inoltre, le guardie carcerarie sono entrate in “sciopero”, impedendo di fatto le visite dei prigionieri con i loro avvocati e le loro famiglie. In risposta ad entrambi, nella tarda-sera del 27 giugno, i prigionieri restati a Koridallos si sono trattenuti fuori dalle loro celle per un’ora in più oltre il tempo prestabilito.

Occorre qui menzionare la compagna Olga Ekonomidou, nel carcere femminile, è entrata in sciopero della fame il 25 giugno.

In termini numerici, i prigionieri di due prigioni si sono uniti alla mobilitazione (50 a Corinto e 60 sull’isola di Kos). Inoltre, nella dell’isola di Corfù, più prigionieri sono scesi in sciopero della fame immediatamente dopo una forte e calda manifestazione di sostegno di fronte alle mura di questo centro di sterminio, messa in atto la notte del 26 giugno da più di 20 individui.

https://www.youtube.com/watch?v=WFCpZjTpZRg

Video dell’intervento di fronte alla prigione di Corfù

Infine, nel carcere di Alikarnassos (Creta), tutti i detenuti sono stati coinvolti nelle proteste mediante l’astensione dai pasti forniti dalla prigione (per i più poveri dei prigionieri questo equivale quasi ad uno sciopero della fame).

Vi terremo in aggiornamento. Incoraggiamo la riproduzione di notizie relative alla lotta contro la nuova legge e la realizzazione di gesti solidali oltre i confini.

[Cile] 22 Maggio: Giornata del Caos – Cinque anni dopo la caduta in combattimento del punky Mauri

Cinque anni dopo la caduta in combattimento del compagno Mauricio Morales che è morto il 22 Maggio 2009 attaccando la scuola della gendarmeria con un ordigno esplosivo. Attraverso questa propaganda vogliamo contribuire all’espansione della memoria dei/le nostrx compagnx anarchici/che, sabotando la macchina dell’amnesia funzionale solamente alla cultura del dominio.

Facciamo un richiamo alla proliferazione dei gesti contro il potere, affrontando tutte le forme di autorità.

Ricordiamo l’irriducibile vita del compagno, il suo grande sorriso, i suoi desideri di libertà e le sue contraddizioni, che denotano la prassi insurrezionale.

Claudia, Jhony, Mauri, Angryvivono nella rivolta.
LA NOSTRA MEMORIA È NERA, IL NOSTRO CUORE ANCHE.

Maggio 2014.

Sul manifesto si legge:

Per l’espansione del caos e dell’anarchia.
Per la propagazione del fuoco come la peggiore morte nera!

Il 22 Maggio 2009 il compagno anarchico Mauricio Morales si dispose per attaccare la miserabile scuola della Gendarmeria del Cile. Un malfunzionamento del artefatto esplosivo che trasportava abbia innescato la detonazione anticipatamente, uccidendolo sul posto immediatamente e inaspettatamente. Il messaggio anarchico è chiaro: chi fa della tortura sistematica un mestiere semina odio e raccoglierà tempeste. Perché sostenere questo ordine di morte ha un prezzo; nessun debito sarà cancellato, e nessuno rimane dimenticato. Tranquillità nelle loro tane? Pace sociale? Noi sosteniamo che la vendetta e lo scontro saranno permanenti, affinando l’obiettivo e alzando gli scenari del conflitto fino ad un punto di non ritorno.

Spero ridendo la morte tagliente con il petto duro e pieno di vita;
che l’insorto fuoco illumini le notti cupe di Maggio.

Un altro manifesto qui.

Grecia: Solidarietà ai prigionieri del carcere di Koridallos, Atene

6/3/2014

Dal 17 Febbraio, 178 prigionieri nostri compagni nell'”ospedale” carcerario San Paolo fanno lo sciopero del vitto e stanno rifiutando la terapia fermaceutica. Alcuni hanno iniziato anche lo sciopero della fame.

I nostri compagni prigionieri con il loro annuncio di inizio della lotta hanno mostrato le condizioni da incubo in questo inferno che il ministero della giustizia abusivamente e con un eufemismo definisce ospedale.

Come scrivono loro stessi: “tutti noi soffriamo ogni sorta di malattia (pazienti sieropositivi, malati di cancro, o infortunati) sono stipati in stanze – STALLE – MAGAZZINI a dozzine, in una situazione senza precedenti per gli standard globali medici e umani e che da tempo hanno superato i limiti della logica e della tolleranza umana, comportando la nostra quotidiana tortura fisica e psicologica. Ogni giorno lottiamo per SOPRAVVIVERE ed evitiamo la trasmissione di pandemie a causa delle suddette malattie, ma sfortunatamente quando, in stanze di 30 metri quadri, vengono trattati 16-18 pazienza sembra uno scenario di fantascienza e annulla ogni concetto di cura elementare.”

Comunque, le immagini dell’inferno-“magazzino di anime” pubblicate in internet dimostrano l’accuratezza di quanto dicono i nostri compagni prigionieri e mostrano chiaramente quale è la verità.

Questa lotta riguarda ogni prigioniero visto che ognuno di noi potrebbe essere ricoverato durante lo sconto della pena.

Siamo solidali con la lotta dei nostri compagni prigionieri nell'”ospedale” San Paolo.

Ci riserviamo per reazioni più forti se le loro richieste non venissero accolte.

Testo firmato da:
219 prigionieri del 1° padiglione,
351 del 3° padiglione,
320 del 4° padiglione del carcere di Koridallos.

Solidarietà a tutti i prigionieri dell’ospedale di Koridallos.

fonti: athens indymedia, act for freedom now

Pireo, Grecia: Attacco fascista allo spazio sociale anarchico “Resalto” a Keratsini

Abbattere il fascismo della vita quotidiana
Abbattere il fascismo della vita quotidiana

Sabato mattina, 25 Gennaio, nel quartiere di Keratsini a Pireo (porto di Atene), una numerosa milizia d’assalto di neonazisti ha profanato l’intera zona dove Pavlos Fyssas è stato assassinato da un membro dell’Alba Dorata nel mese di Settembre 2013. Subito dopo, circa 80 membri dell’Alba Dorata hanno attaccato lo spazio auto-organizzato “Resalto”. I neo -nazisti sono stati respinti da 15 compagni che si trovavano all’interno di Resalto. Secondo le prime stime, i fascisti si sono presentati presso il quartiere in gruppi di tre ed hanno attaccato l’esterno di Resalto con pietre, mattoni e vernici sotto la supervisione di agenti di polizia. Tutto questo è durato pochi minuti. I teppisti nazionalisti sono andati via non appena un poliziotto della squadra motorizzata “DIAS” è stato sentito dire a loro: “avete finito da qui”… Di seguito la polizia ha aiutato i fascisti di fuggire dalla scena dell’attacco attraverso la Via Lambraki. Durante l’attacco fascista sul Resalto, le finestre della porta di casa accanto sono state distrutte, ed inoltre dei mattoni sono stati gettati in camera da letto di un bambino. Alcuni dei fascisti sono stati riconosciuti; le loro squadre sono state arrivate dalle zone di Pireo, Perama, Nikaia e Atene. La maggior parte di loro erano giovani, ed alcuni portavano dei caschi con loro. Tutti i compagni sono in buona salute, mentre molti fascisti sono stati probabilmente colpiti alla testa con vari oggetti. L’incidente è durato per dieci minuti al massimo, in presenza dei poliziotti della DIAS che hanno offerto protezione ai neonazisti dell’Alba Dorata per tutto il tempo. Nel frattempo, gruppi di compagni anarchici ed altri antifascisti dal Pireo ed Atene sono stati informati di quanto accaduto e sono arrivati a Keratsini infuriati e pronti a scacciare via i neo- nazisti, ma i teppisti erano già spariti dalla zona. Mezz’ora dopo che i fascisti fossero andati, ulteriori unità motorizzate della DIAS così come dei squadroni anti- sommossa “MAT” sono stati dispiegati nel quartiere. Il collettivo di Resalto ha richiamato ad una manifestazione locale spontanea in Piazza Laou, in risposta all’attacco. Il corteo, con più di 400 manifestanti, è iniziato dopo 14:00 ed abbia attraversato le strade di Keratsini, passando anche dal luogo dove l’antifascista Pavlos Fyssas è stato accoltellato a morte.

Fascisti assassini vi schiacceremo
Fascisti assassini vi schiacceremo

Di seguito è riportato un testo (presente nel video seguente) circa le provocazioni fasciste a Keratsini:

Quattro mesi dopo l’omicidio di Pavlos Fyssas ad Amfiali da un battaglione d’assalto del partito dell’Alba Dorata, circa 100 squadristi fascisti hanno fatto la loro comparsa ancora una volta a Keratsini, presso i quartieri di Amfiali e di Tabouria. Marciando per la Via Tsaldari, i fascisti hanno profanato il luogo dove Pavlos Fyssas è stato accoltellato a morte -un omicidio che essi stessi hanno commesso- hanno cancellano gli slogan dipinti, le poesie e le dediche di decine di persone in suo ricordo abbassando lo striscione dell’associazione locale “Ploumpidis” degli insegnanti della scuola. Questa è stata una chiara rivendicazione di responsabilità dell’omicidio da parte loro, un assassinio che non avevano confessato pubblicamente prima, “scaricando” il loro assassino Roupakias.

Nella loro cammino, hanno abbassato molti altri striscioni degli insegnanti dell’associazione locale, hanno coperto graffiti antifascisti e dipinto le mura con abominevoli slogan fascisti-nazionalisti, e quando hanno raggiunto la piazza Laou (Piazza del Popolo) a Tabouria si sono mossi in modo aggressivo verso lo spazio auto-organizzato di solidarietà e di lotta “Resalto” (situato a 100m da quella piazza). A quanto pare, nel tentativo di riemergere nei quartieri del Pireo nel corso delle ultime settimane e riaprire i loro uffici a Nikaia, sono stati profondamente infastiditi dalla forte resistenza che hanno incontrato da parte delle persone in lotta (ecco perché hanno lanciato le loro provocazioni già dalla settimana precedente, dipingendo uno slogan sul ​​muro dello spazio sociale autogestito “Pasamontaña” a Koridallos, mostrando i loro volti ancora nelle aree di Nikaia e Koridallos durante una delle loro solite sfilate patetiche).

Quasi la metà dei fascisti sono saliti dalla Via Ermou ed hanno attaccato lo spazio sociale, causando allo stesso tempo danni alle case, alle auto e alle moto degli abitanti, mentre il resto di loro aveva bloccato la Via Konstantinoupoleos, impedendo ai veicoli il passaggio e coprendo così il loro gruppo d’assalto. I 15 compagni, uomini e donne che erano dentro il Resalto in quel momento hanno difeso se stessi e il progetto e dopo cinque minuti di scontro sono riusciti a respingere i fascisti. Hanno dimostrato che la lotta collettiva tra compagni, senza le classificazioni della propria “capacità di combattimento” o del sesso è in grado di affrontare i battaglioni d’assalto nazisti quando le forze della repressione non li danno attivamente una mano. Inutile dire che le molte motociclette della polizia DIAS, che scortavano i fascisti dopo il loro attacco fino al loro ritiro da Keratsini, non fecero alcuna detenzione nonostante il fatto che le prime forze di polizia sono arrivate ​​al posto mentre l’assalto-scontro era in corso ed anche anche se molti fascisti (quelli che sono stati in prima linea) si sono ritirati con vernice sui loro vestiti. È importante notare che il fatto principale che conferma la natura antisociale, pezzente e omicida degli fascisti fu la distruzione delle finestre e della facciata della casa accanto con delle pietre, anche se il proprietario stava urlando che si tratta di una casa e c’è un piccolo bambino dentro. La maggior parte delle decine di pietre che sono state gettate in questa casa sono cadute nella stanza del bambino e se la bambina non fosse stata subito spostata dai suoi genitori sarebbe stata gravemente o mortalmente ferita.

Un raduno antifascista fu subito chiamato in piazza Laou, e più di 400 antifascisti hanno effettuato una manifestazione spontanea a Tabouria e Amfiali (passando per le strade dove i fascisti avevano fatto la loro comparsa in precedenza), spazzando via anche gli slogan fascisti dalle mura. Molte persone della zona hanno partecipato al corteo, che è stato sostenuto anche da persone di solidarietà e di lotta dai quartieri circostanti del Pireo e di diversi quartieri di Atene.

I fascisti sono i cani fedeli dello Stato e del Capitale -non importa se continuano a presentarsi come “anti-sistemici”- che sono caduti in disgrazia insieme ai loro padroni (probabile una fase temporanea) a causa di tendenze autonomistiche e una serie di proprie scelte-mosse incontrollabili, come ad esempio il tentativo di omicidio dei sindacalisti del PAME [organo sindacale stalinista] a Perama e l’omicidio di Pavlos Fyssas a Keratsini. Diremo ancora una volta: nelle zone dei profughi, della resistenza, della dignità e della solidarietà, i fascisti, i loro battaglioni d’assalto e i loro sostenitori non sono solo indesiderati ma nemici. Assassini fascisti, non c’è posto per voi nelle nostre zone. Lo confermeremo ogni istante, in ogni modo.

Sabato 25/01/2014
Spazio auto-organizzato di solidarietà e di Lotta “Resalto”
Assemblea antifascista autonoma di Keratsini
Assemblea di piazza di Keratsini-Drapetsona

Di seguito è riportato una ripresa da un vicino di casa (i neo- nazisti gridano “sangue-onore-Alba Dorata” e “anarchici figli di puttana”), riprese dall’interno di Resalto , e momenti dalla manifestazione spontanea a Keratsini:

[dailymotion]http://www.dailymotion.com/video/x1abj6v_25012014-ker_videogames[/dailymotion]

Link video: dai.ly/x1abj6v. Ulteriori foto, che mostrano i manifestanti dall’ambiente anarchico/antiautoritario ma anche dallo spettro della sinistra, a fianco con alcuni vicini del quartiere: Social-Revolution

PROSSIMA AZIONE:
Corteo antifascista a Keratsini – Venerdì, 31 Gennaio 2014, alle 18:00
Raduno a piazza Nikis, in via Tsaldari, Amfiali

tradotto dall’inglese

Finlandia, 6.12.2013: Rivolta a Tampere

Ci sono grandi notizie dalla Finlandia in questo momento. Circa 500 persone hanno contestato, il 6 dicembre, i festeggiamenti presidenziali a Tampere con una manifestazione di hockey sul ghiaccio contro il nazionalismo e il capitalismo. Le vetrine di banche e negozi di abbigliamento sono state sfasciate, e gli sbirri sono stati attaccati.

Il 6 dicembre è la Giornata dell’Indipendenza. E’ anche il giorno dell’annuale festa d’elite organizzata dal Presidente della Finlandia. Normalmente i loro festeggiamenti si tengono nel Palazzo Presidenziale di Helsinki, ma quest’anno il palazzo era sotto restauro, quindi hanno spostato la loro festa nazionalista ed elitista al municipio di Tampere.

Nel 1918 Tampere era la roccaforte dei Rossi durante la Guerra Civile. Non lo abbiamo dimenticato. Nella piazza centrale e nelle vie circostanti migliaia di rivoluzionari sono stati uccisi. Volevamo mostrare che qui ci sono ancora rivoluzionari, che non abbiamo dimenticato il nostro passato. E’ stata organizzata una manifestazione a tema “hockey sul ghiaccio”, che qui è così popolare. Il nome ovviamente era “Festa Hockey sul Ghiaccio dell’Intruso” (Kiakkovierasjuhlat).

“La cittadinanza è un’illusione – Abbasso lo Stato!”

Alcune bandiere nazionali sono stati rubati…

Hanno partecipato circa 500 manifestanti; alcuni fedeli al tema hockey sul ghiaccio, altri al tema pirotecnico. Non siamo riusciti ad imbucarci al gala presidenziale, ma la realtà della società di classe è stata resa nota nella notte e nei giorni seguenti su tutti i principali quotidiani, che apparivano scioccati delle vetrine rotte e dei poliziotti feriti.

La manifestazione è andata avanti per strade laterali dopo che la polizia ci ha bloccato e impedito di continuare sulla strada principale. Quando la maggior parte delle persone pensavano la protesta fosse finita e avevano già abbandonato la scena, alcuni partecipanti volevano tornare al posto della festa presidenziale. A questo punto, una persona è stata arrestata. Dopo essere tornati alle reti del Municipio di Tampere ed essere riusciti a provocare e attaccare gli sbirri ancora una volta, la maggior parte delle persone se ne sono gradualmente andate, e la polizia ha arrestato un po’ di gente a caso.

In totale sono state arrestate 28 persone. Sono state rilasciate nei due giorni successivi con accuse minori e multe da 60 a 200 euro.

in inglese

Prigioni greche: Compagni in sciopero della fame e della sete a Koridallos

Manifestazione anarchica davanti al carcere di Koridallos, nella notte del 14 Dicembre:

[vimeo]http://vimeo.com/81901456[/vimeo]

Il 13 Dicembre 2013, ad Atene, gli anarchici prigionieri Fivos Harisis, Argyris Ntalios, Giannis Michailidis, Dimitris Politis and Giorgos Karagiannidis hanno iniziato uno sciopero della fame e della sete dopo il loro trasferimento disciplinare per aver aggredito una guardia — la loro lettera aperta:

“Ieri, 12 Dicembre, mentre eravamo nelle nostre celle, il carceriere Giannis Mylonas ci ha parlato in modo arrogante. Oggi, quandogli abbiamo chiesto spiegazioni, ha continuato ad esserlo – pertanto si è preso una piccola parte della violenza che lui esercita giornalmente. L’amministrazione del carcere, volendo mettere alla prova i nostri limiti e la nostra resistenza, ha deciso di dividerci. Al momento, cinque di noi sono in isolamento nella sezione punitiva nel 3° braccio mentre i compagni Giannis Naxakis e Babis Tsilianidis sono stati portati al 4° braccio e il compagno Grigoris Sarafoudis al 5° (non in sezioni punitive).

Siamo decisi a difendere la nostra comunità ad ogni costo, e questa è il nostro pilastro principale in questo marcio mondo carcerario. Non svendiamo la nostra dignità davanti ad alcun servo codardo dell’ordine legale. Cosi da oggi, 13 Dicembre, iniziamo uno sciopero della fame e della sete richiedendo il nostro ritorno e quello dei nostri compagni al 1° braccio. I responsabili di ciò che potrebbe accadere da adesso sono le guardie Vasilis Lambrakis, Giannis Kontopoulos e Nikos Petropoulos; la direttrice Maria Stefi, il procuratore Troupi, e il capo dei servizi sociali Vasso Fragathoula, i quali formano il consiglio direttivo del carcere.

NESSUN PASSO INDIETRO

PS: Il nostro pensiero va ai combattenti prigionieri in sciopero della fame Spyros Stratoulis, Rami Sirianos, Ergün Mustafa e Michalis Ramadanoglou. Forza vagabondi, fino alla vittoria.

Fivos Harisis, Argyris Ntalios, Giannis Michailidis, Dimitris Politis, Giorgos Karagiannidis”

Al momento (15/12/2013) cinque di loro sono in isolamento nella sezione punitiva del 3° braccio di Koridallos, mentre i compagni Babis Tsilianidis, Giannis Naxakis e Grigoris Sarafoudis sono ora in 4° braccio. Tutti e otto stavano prima al 1° braccio di Koridallos, insieme ad altri anarchici prigionieri. L’amministrazione del carcere sta cercando di spezzare la loro comunità.

Inoltre, il 14 Dicembre 2013, Babis Tsilianidis ha iniziato uno sciopero della fame e della sete. Il 15 Dicembre, anche Grigoris Sarafoudis è entrato in sciopero della fame e della sete.

I sette anarchici in sciopero richiedono il loro ritorno e quello dell’altro compagno al 1° braccio del carcere maschile di Koridallos, e mandano un segnale alla lotta in corso degli scioperanti Spyros Stratoulis (al carcere di Larissa), Rami Syrianos (a Domokos), Ergün Mustafa (a Malandrino) e Michalis Ramadanoglou (a Grevena).

FORZA A TUTTI I COMBATTENTI PRIGIONIERI!

Aspettiamo maggiori informazioni.

Rio de Janeiro: Poliziotti uccidono un ragazzo di 18 anni

Nelle prime ore del 17 ottobre 2013, Paulo Roberto Pinho de Menezes, 18 anni, è stato pestato a morte da ufficiali dell’Unità di Pacificazione della Polizia (UPP) nella favela Manguinhos di Rio de Janeiro. I poliziotti hanno immobilizzato il ragazzo e lo hanno portato in un vicoletto oscuro, dove lo hanno fieramente picchiato fino ad ucciderlo. Le circostanze esatte del suo assassinio non sono ancora chiare. Tuttavia, sua madre e altri residenti hanno verificato che Paulo Roberto era tra un gruppo di giovani quando i poliziotti della UPP sono arrivato per un controllo nella favela.

Nel tardo pomeriggio del 17 ottobre giovani in rivolta hanno attaccato i poliziotti con pietre, inferociti dall’assassinio di Paulo Roberto. La violenza brutale delle forze di repressione è aumentata perfino oltre, quando i poliziotti hanno utilizzato veri proiettili ferendo diversi individui. Una ragazza di 17 anni è stata colpita alla gamba da un proiettile della polizia e trasportata all’ospedale. Gli sbirri non hanno esitato nemmeno a minacciare la sorella di Paulo Roberto, puntandole una pistola alla testa.

Il funerale per il ragazzo era previsto per venerdì 18 ottobre, giornata in cui era in programma anche una protesta mattutina per denunciare l’ennesimo omicidio per mano della polizia.

Si può leggere un approfondimento sul ruolo esatto della Unità di Pacificazione della Polizia nella “pulizia” delle favelas, in nome della preparazione per i Mondiali del 2014 in Brasile e delle Olimpiadi d’Estate del 2016 qui. Un video con sottotitoli in inglese su un altro omicidio nella favela di Manguinhos, nel marzo 2013, è visibile qui.

Salonicco, Grecia: L’occupazione “Orfanotrofio” è stata rioccupata ed evacuata; detenzioni di massa

https://www.youtube.com/watch?v=cpbOj5GYrfg&feature=player_embedded

(riprese da media corporativi: 1, 2, 3, 4)

Sabato mattina, 28 Settembre 2013, un gruppo di compagni ha rioccupato lo squat Orfanotrofio che era stato evacuato nel quartiere di Toumba, a Salonicco. Poco dopo, hanno rilasciato un comunicato collettivo circa la loro azione, e sono saliti sul tetto dell’edificio dispiegando uno striscione che scriveva “RIOCCUPAZIONE”. Nel frattempo, i solidali in strada sono stati circondati da pesanti forze di polizia. L’occupazione è stata infine sgomberata a mezzogiorno. Tutti gli occupanti sono stati arrestati cantando “La passione per la libertà è più forte di tutte le prigioni!”

Brasile: Cumplicidade, nuovo progetto di contro-informazione contro il Potere e verso la Liberazione Totale

cumplicidade

CONTRO-INFORMAZIONE. COSPIRAZIONE. SOLIDARIETÀ. AZIONE DIRETTA.

Compagni,

Vi invitiamo a visitare e condividere le informazioni tramite il nuovo blog di contro-informazione dalla regione controllata dallo Stato Brasiliano: Cumplicidade (“Complicità”).

Questa iniziativa sta emergendo nel contesto effettivo in cui la guerra sociale si sta intensificando di giorno in giorno, e la rabbia accumulata di coloro che sono oppressi su una base quotidiana è scaturita come uno tsunami sulle strade di numerose città, da nord a sud del Brasile. Riteniamo che, in mezzo a questa tempesta, la presenza di un nodo di contro-informazione è di estrema importanza, cercando di comunicare notizie da una prospettiva anti-autoritaria, rompendo con ogni discorso moderato o di neutralità, al fine di dare voce alla guerra contro il Potere e verso la Liberazione Totale.

Pensiamo anche che è molto importante che i progetti online possano servire come canali di comunicazione e di solidarietà tra gli insorti che sono attivi in diverse latitudini e longitudini di questo territorio, pertanto sottolineiamo la necessità di ricevere le vostre riflessioni, analisi, notizie, foto, video, ecc in modo che possiamo pubblicarle.

Sottolineiamo inoltre che rifiutiamo in modo assoluto l’uso irresponsabile di Internet come strumento di comunicazione, e di conseguenza non siamo interessati a qualsiasi tipo di collegamento in rete per questo blog attraverso i social media come Facebook o Twitter. Apprezziamo l’uso di strumenti virtuali che rispettano l’anonimato e la sicurezza dei loro utenti e non facilitano la sorveglianza della polizia.

Speriamo che si possa diffondere questo messaggio, e che questo piccolo sforzo potrebbe diventare una scintilla in più scintilla che dia vita all’anarchia!

Atene: Respinte e cacciate squadre di agenti Delta ad Exarhia

Sabato 20 Luglio 2013, gli scagnozzi della “Delta” sono entrati a “Exarhia”, una delle zone più calde di Atene, mentre centinaia di persone prendevano parte a due diversi eventi solidali per l’anarchico K. Sakkas, che ha fatto 38 giorni di sciopero della fame a causa della sua prigionia nell’autoproclamata “democrazia” della Grecia in quanto detenuto da 31 mesi senza un processo.

Come appare nel video, gli agenti della “Delta” in moto hanno iniziato ad intimidire e inseguire i passanti – senza motivo e quando la gente si è riunita per reagire alle loro tattiche terroriste, gli agenti hanno lanciato grante flashbang, lacrimogeni, razzi e anche bottiglie di vetro vuote.

Centiana di persone si sono riunite all’angolo per mandarli via e li hanno circondati, mentre i residenti buttavano acqua dai loro balconi per costringerli ad andarsene, visto il disastro che avevano provocato.

Affrontati da cosi tanta gente, i bastardi, insieme ad una squadra antisommossa chiamata a rinforzo, sono stati costretti a ritirarsi e lasciare la zona.

fonte

Da Santiago ad Atene – “Oltre le frontiere” trasmissione radiofonica

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Lunedì, 17 Giugno dalle 18:00 (17:00 ore italiana) su Radiofragmata

Una conversazione libera con i nostri compagni dal Cile e Brasile su vari diversi argomenti di interesse per gli anarchici, riguardo la situazione in America Latina, Grecia, ecc. La registrazione è stata fatta da Contra Info il 13 Maggio 2013 e l’elaborazione audio è stata completata grazie alla radio internet di Atene, Radiofragmata.

La discussione originale è principalmente in spagnolo, ma la trasmissione inizia con traduzione greca. La registrazione sarà presto disponibile nell’archivio di Radiofragmata.

Turchia: Notizie dalla lotta del Taksim Gezi Park e dalla rivolta in corso

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Striscione sull’isola di Lesvos (vicino alle coste turche): “Solidarietà con i ribelli in Turchia”

Il 1° Giugno eravamo a Taksim circa alle 15:00. Dopo gli scontri che avevano iniziato in mattinata, la polizia è stata costretta a lasciare la zona. I poliziotti scomparsi per qualche ora. Per due ore non vi era alcuna presenza di polizia in qualsiasi area nel centro di Istanbul (parte europea). Le persone hanno occupato la piazza Taksim e Gezi Park. Il numero delle persone era enorme. Tutto il parco, la piazza e le strade che portano a questa zona erano pieni di gente. Tutte le barriere di costruzione che stavano chiudendo il lato ovest del parco sono state distrutte dai manifestanti. Alcune delle barriere della polizia sono state rimosse e sono state gettate giù per la strada che porta al tunnel sotterraneo di nuova costruzione. Altre sono state utilizzate nelle barricate costruite dai manifestanti. La capanna della polizia nel sud del parco che guardava la piazza è stata data alle fiamme ed anche il veicolo anti-sommossa lasciato lì dalla polizia è stato distrutto. Una macchina della polizia nello stesso luogo è stata girata e distrutta pure. Le persone erano pieni di gioia e stavano prendendo foto di ricordo davanti ai veicoli distrutti e davanti la costruzione. Al nord del parco si trova il Hyatt Regency Hotel e presso il giardino all’ingresso dell’hotel c’era una macchina della polizia gettata in piscina. Quattro autobus pubblici sono stati lasciati al bivio che si trova vicino e sono stati anche danneggiati.

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Verso le 16:00 abbiamo saputo dai nostri compagni che gli scontri hanno cominciato a prendere posto in Beşiktaş, dove si trova l’ufficio / casa di Tayyip Erdogan. Le persone stavano attaccando da quattro direzioni: da Piazza del Beşiktaş (est), Via Dolmabahçe (ovest), Akaretler (nord-ovest) e Via Ortabahçe (a nord). La polizia è stata bloccata lì con quattro veicoli anti-sommossa con cannoni ad acqua e circa 150 agenti di polizia all’ingresso di Via Hayrettin İskelesi. In tutte le direzioni delle barricate sono state erette. Dopo alcune ore la polizia è stata in grado di spingere le persone, e le forze di repressione sono state ampliate. Nuove barricate sono state alzate alla Via Mumcu Bakka e la Via Süleyman Seba per evitare che le forze della polizia entrassero nel Çarşı, che è la zona del bazar di Beşiktaş dove le persone si raggruppano. La polizia ha usato proiettili di plastica quando gli attacchi del popolo si sono intensificati. Gli scontri sono continuati fino a circa le 01:30 (2/6). Infine la polizia ha usato una quantità eccessiva di bombe a gas per disperdere la folla, e la gente ha lasciato le barricate e è rifugiata nei negozi e nei bar intorno, o raggruppata nelle strade interne di Beşiktaş.

Nel frattempo i resistenti a Taksim hanno costruito enormi barricate sulle strade e le vie intorno alla piazza e al Gezi Park per tutta la notte. Inoltre, le persone hanno dato alle fiamme dei veicoli di costruzione. Autobus, autovetture, materiali da costruzione, le barriere della polizia, contenitori di spaziatura, ecc sono stati utilizzati come barricate. Continue reading Turchia: Notizie dalla lotta del Taksim Gezi Park e dalla rivolta in corso

Barcellona: Liberati 29 conigni da un allevamento intensivo

bunnyLa notte del 13 aprile 2013, attivisti del Fronte di Liberazione Animale, avviamo aperto le gabbie di 30 conigli, i quali sarebbero stati assassinati in pochi giorni.
L’intenzione iniziale era tirare fuori molti di piú, ma quando siamo arrivati abbiamo visto che le loro enormi dimensioni e peso ci impediva liberare quanti pensavamo, allora abbiamo fatto grandi sforzi per trasportare i zaini pieni dei nostri nuovi e paurosi amici.

Qui abbia potuto vedere gli occhi terrorizati di un animale dentro una gabbia e piú tarde sentire battere il suo cuore insieme al tuo nel momento della sua liberazione, sa esattamente il significato della Liberazione Animale.
Dopo avverli visti rinchiusi in piccole gabbie senza pavimento, ed osservare piú tarde como pestano e sentono la vita selvaggia, uno/a sa che mente abbia forze non si fermerá di lottare per la Liberazione Totale.

Non chiederemo che le loro gabbie siano piú grandi o confortevoli.
Non chiederemo che “migliorino” le condizioni in cui sono torturati negli esperimenti,
Non chiederemo che quando gli/le uccidono, lo facciano di forma “umanitaria”…
Niente di questo sará mai sufficiente.

Abbiamo imparato che non possiamo attendere che le condizioni sociali ci favoriscano o accompagnino, che non possiamo sperare niente degli/le sfrutattori/e. Loro non cambierano, ma ne anche noi! Saremo sempre lí e faremo quello che possiamo per fargli la vita impossibile.

L’altra notte, 29 conigli conobbero per la prima volta quello che é sentire l’area libera e ciò ci ha fatto sentire liberi/e anche a noi. Ma tuttavia ci sono milioni di animali rinchiusi e che sfortunatamente non possiamo tirarli fuori tutti. In tutte le forme… CI PROVEREMO!

Come gruppo vogliamo anche dire un paio di cose. Una, é che vogliamo la liberazione totale. E l’altra, é che lotteremo quanto possiamo per ottenerla, ma non per questo ci mischieremo con dei bastardi fascisti, in nessun modo!. Non vogliamo niente con loro, utilizzino il nome o l’acronimo che vogliano, sempre gli considereremo i nostri nemici. Secondo noi formano parte della dominazione sistematica che ammala questo pianeta. E repetiamo che non acceteremo mai né permetteremo che ci si possa confondere con quella immondizia.

CONTRO OGNI FORMA DI DOMINAZIONE
PER LA LIBERAZIONE TOTALE

http://www.youtube.com/watch?v=RYEGXD2Z6TwVogliamo mandare un saluto di libertá a Noelia Cotelo, che sta soffrendo allarmantemente in questi ultimi mesi le torture e le vessazioni di un sistema fondato sullo sfruttamento, l’inganno e l’assassinio…

“Noelia, la notte del 13 aprile, eri nelle menti e nei cuori di chi portavamo avanti questa liberazione. Fa lo stesso se sei vegana o non, se approvi le nostre azione o se invece non ti importano. Anche se fosse cosí. Quella notte é per te. TIENI DURO!!!”

Fronte di Liberazione Animale – Céllula Kodama

Atene: Le nostre voci non possono essere né represse, né tacite

Filmato dalla manifestazione contro la repressione, il 25 Aprile, nel centro di Atene, in solidarietà con Atene IMC e la stazione radio 98FM

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“Da Atene a Messico, migliaia di siti di Indymedia in modo che i repressori mettano la testa al collo”

“Indymedia è una voce dalle strade; nemmeno un passo indietro di fronte alla repressione”

“Radio pirati e spazi auto-organizzati all’interno delle facoltà; l’asilo accademico appartiene ai combattenti”

“Questo è il modo giusto: abbassare la bandiera greca e sollevare uno striscione di protesta” (riferimento all’azione del 24/4 a Propilea)

“La sicurezza informatica non è fattibile; proletari / trolletari non hanno IP”

“10, 100, 1000 siti di indymedia nei confronti di un mondo pieno di media marci”

Grecia: Chiamata alla solidarietà internazionale con Indymedia Atene e Radiozone di Espressione Sovversiva 98FM

Dal 11 Aprile, Atene IMC e la stazione radio 98FM sono sotto la repressione da parte dello Stato. In particolare, il rettore del Politecnico di Atene, Simos Simopoulos, ha scollegato la loro connettività ad internet, disabilitando così l’accesso ai server ospitati nei locali universitari. Mentre le autorità insistono su questo bavaglio, il progetto auto-organizzato di Atene IMC e la stazione radio 98FM rivendicano il loro diritto politico di trasmettere liberamente attraverso il campus del Politecnico.

In una grande assemblea il Sabato 13/4 ad Atene, ambedue i collettivi hanno informato le persone sui sviluppi più recenti, e si è deciso di chiamare per una settimana di azioni a livello nazionale ed internazionale di solidarietà con Atene IMC e la stazione radio 98FM, dal 15 al 21 Aprile 2013.

Inoltre, ad Atene, un raduno di protesta è stato fissato per Lunedì 15/4 dalle 09:00 presso la piazza centrale della città universitaria di Zografou.

Diffondere questo messaggio a chiunque sia disposto ad agire in difesa delle infrastrutture antagoniste e della libertà di espressione. Questo è un attacco politico e sarà risposto di conseguenza.

Spot di solidarietà da Radiofragmata, radio online qui
Accesso temporaneo a Atene IMC qui