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Quella di oggi è stata un’udienza diversamente interessante. Noi “imputate/i” siamo stati/e presenti in otto. Subito dopo l’appello tre di noi hanno dichiarato, ognuno con proprie parole, estraneità a ogni riconoscimento nei confronti del tribunale, del processo unita alla decisione di revocare l’avvocato nominato al momento dell’arresto. Il tribunale si è immediatamente ritirato in camera di consiglio per trovare un avvocato d’ufficio cui affidare la difesa dei tre compagne/i che avevano fatto la revoca. Il processo è ripreso circa un’ora e mezza dopo, presente l’avvocato d’ufficio. Abbiamo ripreso la parola per ribadire che ci saremmo autodifesi, che perciò non riconoscevamo nulla all’avvocato d’ufficio, il quale ha chiesto i termini per poter leggere le carte ecc.; gli sono stati concessi 10 giorni. Tuttavia, la corte, decisa a riprendere a tutti i costi l’udienza, ha dato mandato agli avvocati di fiducia revocati di “assistere” noi per il tempo dell’udienza. Gli avvocati hanno tentato di respingere l’incarico anche appellandosi alla legislazione dell’Unione Europea che prevede l’ “autodifesa”. Un pastrocchio evidente, “imbarazzo tangibile” come dichiarano gli avvocati. I pm intervengono precisando che la legge italiana non riconosce l’autodifesa, che quindi la “difesa tecnica è irrinunciabile… che la normativa europea è stata riconosciuta in Italia negli ultimi decenni, concedendo all’imputato la possibilità della ‘dichiarazione spontanea’.” La corte, riparatasi anche dietro queste argomentazioni, è così riuscita a far proseguire l’udienza.
la prossima udienza, rinviata al 21 giugno, dati i termini di 10 giorni concessi all’avvocato d’ufficio, si svolgerà nell’aula-bunker vicina al carcere.
Di seguito la dichiarazione di Mau, Marta e Juan con alcune riflessioni. Leggi tutto »
Due azioni.
Attacco esplosivo contro la scienza e attacco incendiario contro la polizia… Non ci accontentiamo del sabotaggio, con la polvere o con la benzina. Che non ci si sorprendi del terrorismo contro gli scienziati, poliziotti e scagnozzi. Non idolatriamo alcuna azione armata, ma data ogni espropriazione individuale di questo nucleo di guerra, rivendichiamo l’affinità più egoista con diversi gruppi di questo territorio, che, distruggendo mezzi, paradigmi, ideologie e codici morali o di valori, conducono le proprie azioni all’estremo, al culmine…
Estremismo? Terrorismo?
Uccidere dei poliziotti…
Come la Cellula Insurrezionale Mariano Sanchez Anon, frazione della Federazione Anarchica Informale. (CI-MSA/FAI)
Uccidere alcuni scienziati…
Come le Individualidades Tendiendo a lo Salvaje (ITS)
Vediamo nella determinazione di ogni individualità che va direttamente contro l’umanità e la sua civilizzazione; La forza che fa rivivere i nostri istinti selvaggi, apprendiamo da questi clan e affiliamo le nostre idee per future azioni.
Nel frattempo, rivendichiamo la seconda carica esplosiva scoppiata nell’edificio del Consiglio Messicano di Scienza e Tecnologia lo scorso 10 giugno 2013 nella città di Toluka, Messico. Abbiamo colpito nuovamente questo organo statale che partecipa direttamente al sostentamento del tecno-sistema, scagliandoci contro il suo funzionamento vitale per il progresso antropocentrico, perché sappiamo della sua intromissione nell’estensione del territorio urbano in complicità con l’industria mineraria, che distrugge le montagna dell’Alto Lerma, perché sappiamo della sua collaborazione con gli scienziati del Centro Internazionale del Miglioramento del Mais e Grano per realizzare le sue aberrazioni nel campo
di prova di questi esperimenti, perché sappiamo della sua diretta responsabilità in ogni artificializzazione di questa (non)vita.
Attacchiamo le sue proprietà in difesa della Naturalezza Selvatica.
“Colui che cade ribellandosi contro tutti, prevale anche cadendo (…) Ma il vero sostenitore dei ribelli caduti è chi sa ribellarsi anche contro la “ribellione” degli eroi caduti”
Renzo Novatore
Rivendichiamo l’incendio (mediante dispositivo artigianale, come ci hanno raccomandato alcuni compas del Sud America) che ha colpito il motore e la cabina di una camionetta della Polizia Federale nella mattinata del 23 Maggio dello stesso anno e nella stessa città. Abbiamo deciso di attaccare questo simbolo dell’autorità, cosi come abbiamo deciso di rivendicare ciò in concomitanza con l’azione precedente per lo stesso motivo: Mauricio Morales.
Cosi come non idolatriamo azioni armate, allo stesso modo non martirizziamo o rendiamo feticcio nessuno e niente. Risulta difficile provare distacco per questo guerriero a leggere i suoi scritti e le sue
poesie… Sentire il canto di guerra dl punky mauri. Mauricio Morales non è solo un nome, come non lo è Abele Rizieri Ferrari. Ogni indomito che coraggiosamente armato di volontà e fantasia ha provocato violenti incendi è alimento necessario per sostenere il conflitto quotidiano e la ribellione permanente e iconoclasta.
Questo fuoco provocato a circa quattro anni da quando Mauri danza con la morte è solo un gesto incendiario in memoria ribelle di chi ha trasformato le proprie parole e idee in azioni.
Frazione Anticivilizzazione del Fronte di Liberazione della Terra affine
alla Federazione Anarchica Informale (FA/FLT/FAI)
fonte

Oggi (17 Giugno) alle ore 9 è iniziato il processo al compagno Hans Niemeyer, con 40 testimoni, 34 periti, 80 prove materiali, nessuna significativa, cosi è iniziato questo spettacolo della repressione statale cilena per incolparlo.
Il servo di stato Raul Guzman accusa senza prove concrete Hans in merito a quattro esplosioni avvenute a Santiago. Speriamo che questo processo termini con il compagno di nuovo libero per le strade. Il processo durerà circa due settimane, speriamo che il compagno possa contare sull’appoggio in questi giorni dei lottatori per la libertà ed evitare ciò che accadde con Carla e Ivan, che praticamente furono dimenticati durante i giorni del processo.
fonte
 Forza agli anarchici catturati
Ciò che è lampante in questa condizione storica di post-crisi è la guerra economica. Una guerra che sicuramente viene fatta dall’alto verso il basso, visto che negli ultimi decenni i “proletari” hanno sempre firmato patti di “pace sociale”, lacerando le proprie coscienze collettive e vivendo il sogno del consumismo e della prosperità costruita! Adesso, comunque, l’elite economica, in accordo con l’autorità politica e legale, mette la maschera del “diritto al lavoro” e mostra il suo vero lato terrificante “è
un privilegio essere schiavo nei moderni campi di lavoro”! Non facciamoci prendere ancora in giro, questa guerra economica possiamo e dobbiamo trasformarla in guerra sociale il cui fine non sia solo la sterile rivendicazione di “diritti salariali” ma a distruzione dell’odierno significato di lavoro cosi come di ogni struttura di autorità. In questa guerra lo stato vede il crescente scontento sociale, che cresce giorno dopo giorno, e vuole assoggettare ogni resistenza, tramite la paura, usando ogni mezzo a disposizione: la propaganda del terrore e l’insicurezza economica, forte oppressione violenta, leggi arbitrarie e modifiche costituzionali fatte senza costo politico e con chiari intenti politici.
“Nessuno può continuare a nascondersi dietro la routine della propria vita, dobbiamo abbandonare i nostri limiti e barriere, e andare all’attacco.”
La linea che separa i due campi è molto chiara. In uno abbiamo l’autorità economica, politica e legale pronta ad abbattere chiunque voglia sfidare l’assoggettamento, e nell’altro la gente che resiste, superando le paure e trasformando la vita quotidiana in azione violenta, creando fratture mirate alla distruzione di questo marcio sistema, cercando momenti di libertà assoluta, vivendo l’oggi e rischiando tutto. In questo campo ho scelto di starci anche io come parte del movimento anarchico, che indipendentemente dalle condizioni oggettive deve svegliare la coscienza collettiva, superando la paralisi al fine di usare ogni spazio e tempo con fini insurrezionali e battaglieri. I mezzi a nostra disposizione sono tanti e il nostro fine, oltre al raggiungimento dei nostri obiettivi, è la diffusione di essi. La condivisione di comunicati, gli spazi auto-organizzati e autogestiti, manifesti, azioni solidali, sabotaggi, incendi, cortei decisi e lotta armata sono le frecce per il nostro arco. Ogni azione ha la sua importanza e causa la sua frattura nella coesione sociale. Ovviamente c’è una scala di rischi che corriamo in ogni battaglia ed è una scelta personale che in qualche modo tutti devono fare.
L’unica cosa sicura è che tutti dobbiamo concretamente supportare l’ampia gamma di mezzi e diverse dialettiche nel movimento anarchico i cui interessi sono la rabbia sociale di massa e la transizione a struttura comuni di libertà individuale e collettiva.
In relazione al nostro caso (Nea Filadelfia) voglio condividere alcuni pensieri:
Riguardo alla clandestinità nella quale erano due dei miei compagni (F.H. e A.D.)
Il fine dell’autorità legale, quando emette mandati d’arresto, è principalmente isolare ogni anarchico. Come i compagni cercheranno di rompere questo regime di isolamento non dipende ovviamente solo da loro,
ma da tutti noi che dobbiamo mostrare la nostra solidarietà concreta, per restar loro vicini, come compagni e come amici!
Dopo un mese di detenzione le seguente frasi contengono una critica sul nostro arresto ma anche per tutti quelli che hanno il titolo di “infallibili”
“Un errore è stato sufficiente per far crescere i muri attorno a noi, per i giorni e le notti che diventano più brevi e cosi ci ritroviamo ostaggi… Ecco perché chi sta andando avanti dovrebbe guardare indietro ai propri errori e agli errori degli altri e usarli per fare un altro passo in avanti nel proseguimento dell’attacco quotidiano! Per chi rimane semplicemente inattivo o impegnato in chiacchiere e critiche al sicuro nei bar riguardo alle azioni e agli errori altrui, ho solo una cosa da riconoscervi – SI! VOI SIETE INFALLIBILI!-“
Concludo dicendo che noi restiamo UNITI e FORTI, pronti a combattere con qualunque mezzo avremo fino alla distruzione di ogni prigione reale e concettuale.
SOLIDARIETÀ AL COMPAGNO K.SAKKAS IN SCIOPERO DELLA FAME DAL 4/6/13
G. Sarafoudis
1° braccio della prigione di Koridallos
10/6/13
fonte, in inglese
Nel tardo pomeriggio di ieri (domenica 16 giugno) a Modena è stata fermata una macchina con quattro compagni a bordo e tre di loro sono stati arrestati.
Gli sbirri li accusano di danneggiamento, incendio doloso e lancio di materiale esplodente, in relazione a delle fiamme che si sarebbero sviluppate lungo la siepe della recinzione esterna del Cie, e che avrebbero danneggiato uno dei gabbiotti dei militari di guardia.
Le merde in divisa sostengono di essere state avvertite da un passante che ha segnalato una ventina di persone nei pressi del Cie. Una pattuglia della guardia di finanza accorsa ha fermato una delle macchine che a suo dire si stavano allontanando, e raggiunta da una volante della polizia, ha controllato i documenti e perquisito la vettura. Pur non avendo trovato nulla di rilevante, l’auto è stata sequestrata e i compagni portati in questura e chiusi in quattro celle separate, lasciati senz’acqua nonostante le ripetute richieste.
Dopo oltre un’ora (!) gli sbirri si sono accorti che uno dei compagni era minorenne e che quindi non avrebbe potuto essere trattenuto in cella. Quest’ultimo è stato rilasciato a piede libero. Per gli altri inizialmente si è fissato il processo per direttissima questa mattina (lunedì 17), in seguito questo è stato annullato e si attende entro 72 ore dal fermo la convalida o meno degli arresti.
Gli indirizzi per scrivere telegrammi sono:
Andreana Gabriele, Soru Salvatore, Vaccari Andrea
Casa Circondariale via S.Anna 370
41122 Modena
Libertà per Andrea, Gabriele e Sabbo! Libertà per tutti!
Basta Cie, basta galere, basta gabbie!
Seguiranno aggiornamenti.
 Striscione di solidarietà ad Agrinio: “Rilascio immediato dell’anarchico Kostas Sakkas, che è in sciopero della fame dal 04/06/2013″
La mattina del 17 Giugno, Kostas Sakkas è stato trasportato dall’ospedale del carcere di Koridallos all’ospedale generale di Nikaia, a Pireo. Il compagno è in condizioni critiche.
Messaggio da un compagno di prigionia in lotta, a Corfù, in solidarietà con Kostas Sakkas:
Io sto in solidarietà con la lotta del scioperante della fame, Kostas Sakkas, e come un minimo segno della mia solidarietà, non ricevo più i pasti della prigione a partire da oggi, 17 Giugno. Come è noto, Kostas Sakkas è in sciopero dal 4 Giugno, e si mette nell’ultima prova di non ricevere cibo, lottando contro il tentativo del Potere -mirato contro ogni militante anarchico- per distruggere i suoi nemici… L’estensione dei suoi 30 mesi di detenzione preventiva mostra l’audacia delle autorità di violare le proprie leggi al fine di servire il terrorismo e l’abolizione di ogni diritto individuale.
La passione per la libertà è più forte di tutte le celle di prigione!
Solidarietà con il scioperante della fame Kostas Sakkas!
Elias Karadouman
Carcere di Corfù

Il 13 Giugno – mentre il nostro compagno K. Sakkas è al 10° giorno di sciopero della fame per ottenere l’immediato rilascio, noi quattro per diversi casi siamo stati al tribunale di Loukareos. Durante il nostro trasferimento e comparizione al tribunale ci sono state provocazioni dagli agenti del EOM (unità speciale di trasferimento). Il “compito” di queste merde dell’EOM è di trasferire gli anarchici come anche i prigionieri pericolosi che potrebbero fuggire.
Mentre lasciavamo il tribunale tra i cori dei compagni, uno di noi è stato attaccato dagli agenti. Questi codardi lo hanno buttato a terra a 10 metri dal blindato, trascinato fino a questo a suon di calci e pugni per poi metterlo in gabbia ancora ammanettato. Tornati a Koridallos, e dopo altre provocazioni, abbiamo attaccato 13 agenti dell’EOM con tutto ciò che avevamo a tiro (sedi, telefoni, estintori, cassetti, posaceneri) distruggendo la sala d’ingresso e respingendo gli agenti.
La prigione è il mondo delle convenzioni e noi in larga parte l’abbiamo sistemato. Formalità, diritti democratici, “servizi” giornalieri, chiusure e aperture, “piacevoli” trasferimenti. L’inoffensività sulla quale la funzione della prigione è basata non ci fa dimenticare il ruolo ostile di chi abbiamo davanti. Dalla nostra parte sceglieremo l’attacco quando i limiti della dignità che abbiamo stabilito saranno sorpassati. Devono sapere che qualsiasi mossa faranno ci troveranno davanti.
RABBIA E CONSAPEVOLEZZA
Gli anarchici Dimitris Politis, Argiris Dalios, Fivos Harisis, Kostas Sakkas
fonte, in inglese

CANI, SALVAGUARDATE I VOSTRI PADRONI
Nella notte del 19 Aprile ad Exarchia qualcuno ha deciso di dimostrare praticamente che l’antisommossa (MAT) non è gradita nella zona. Sono seguiti scontri e inseguimenti. Ho lasciato i miei amici al bar, eravamo seduti con lo sguardo verso via Tzavella, per prendere la moto che un amico mi aveva prestato. Lì sono stato attaccato dalle squadre Delta, come dei moderni bouradades*, il cui unico compito è localizzare ed eliminare i dissidenti o chiunque sembri non andare loro a genio. Dissero che dovevano controllare la mia identità.
Al GADA (stazione centrale della polizia di Atene) la storia cambia. La detenzione si trasforma in arresto e come prove spuntano guanti, uno scaldacollo e un accendino trovato in mio possesso sebbene il verbale non riporti ciò. Dopo vengo a sapere che ci sarebbero dei testimoni (tutti agenti Delta) che sostengono di avermi riconosciuto da lontano (ma più alto e con diversi capelli) con… il volto coperto e intento a “prenderli in giro” agitando una molotov in mano.
Il resto era da aspettarselo. Resto in custodia cautelare sebbene le loro leggi dicano che le condizioni per questa misura non ci sono. Questi casi sono conosciuti, non sono il primo caso nel quale il giudice fa a pezzi la legge che dovrebbe onorare al fine di condannare uno di noi, un proletario, uno di quelli ai margini di questo mondo.
Aspettando per 2 mesi di vedere quando e se intendevano rilasciarmi, considerando anche il tentativo di incriminarmi tramite un controverso esame del dna, ho capito che i cani dell’Autorità hanno ragione: sebbene non ci “siano” gli estremi per l’arresto e la custodia, ce ne “sono” altri, più importanti. La mia condanna come occupante del Politecnico nel 1995, la mia partecipazione a lotte e progetti, la mia solidarietà a chi dalle strade, squat, stadi, posti di lavoro, tribunali, grida forte “Indietro infami, avanti compagni”, quelli che sfidano il monopolio statale della violenza, quelli che non accettano di farsi sterminare per accumulare denaro per le elite nazionali e internazionali…
Colpevole senza essere stato processato, colpevole in base a delle testimonianze di fascisti chiamati Delta e non Gruppo X (paramilitari fascisti greci durante l’occupazione nazista), visto che chiunque non si sottomette allo stato, ai padroni e ai fascisti, agli occhi di chi ci opprime e cerca di distruggerci, come nemici interni o semplicemente come “merce” per le loro numerose galere. Colpevole perché anche io, come molti ad Exarchia, non bevo solo il vino nei bar della piazza, ma col volto scoperto e a poca distanza, in molti casi abbiamo urlato a chi ci rompeva la testa e la dignità di insorti: CANI, SALVAGUARDATE I VOSTRI PADRONI!
Stefanos Amilitos
1° braccio della prigione di Korydallos
12 Giugno 2013
PS : Solidarietà al compagno K. Sakkas in sciopero della fame dal 4 Giugno e a G. Tsakalos in custodia nelle galere della democrazia da 30 mesi.
* I bouradades erano le forze paramilitari fasciste durante l’occupazione nazista e la guerra civile, istituite dopo che Nikos Bourandas venne nominato comandante della polizia di Atene
fonte

Il processo a Tasos Theofilou è stato rinviato all’11 Novembre 2013.
La decisione è stata presa dai giudici della corte dopo la richiesta della difesa (S. Fitrakis e A. Paparousou), d’accordo anche con l’accusa.
“La solidarietà è l’arma della gente, guerra alla guerra dei padroni” è stato il coro che dozzine di compagni riuniti in aula hanno urlato a Tasos, mentre lo stesso coro si sentiva all’esterno quando il blindato è ripartito.
Thasos ha salutato i compagni con un largo sorriso mentre le forze speciali dell’EKAM lo ammanettavano.
fonte

Lunedì, 27 Maggio, durante un corteo interno all’entrata della USACH finito in scontri con la polizia, José Miguel Ramirez è stato arrestato, accusato di aver lanciato molotov ai cani del Potere.
Il giorno dopo è stato portato alla 6° Corte di Santiago, la quale ha dato all’accusa un mese di proroga per le indagini, lasciandolo in custodia preventiva a Santiago 1.
Queste misure sono prese per criminalizzare la lotta sociale e confinare in gabbia chi cerca di rivoltarsi contro la quotidiana violenza dello Stato-Capitale.
Affinché la solidarietà non sia solo una parola…
fonte, in inglese

Quattro anni?. Mi sembra un’infinità, ma anche un nulla da quando Culmine mi mandò la notizia di quel 22 Maggio, insieme a un ritaglio di giornale con la sua foto. Solo un pezzo di carta, un’immagine già segnata dal tempo, destinata presto a scomporsi?.
Si, ma anche molti di più!.
É il simbolo di un ricordo indelebile, è una cara ed intima immagine, una delle davvero pocche che ho finora sempre attaccato al muro della cella. É il simbolo di un legame con il guerriero Mauri, e con la sua tribù guerriera, impresso a fuoco sempre fermo e saldo nel mio cuore e nella mia mente.
Oltre ogni confine, distanza, repressione, e morte!
Nei giorni, nelle settimane, negli anni tanto isolati quanto irrimediabilmente e profondamente vissuti nel cerchio intimo e mondiale della nostra resistenza e guerra sociale, quando mi scorre in mente o mi scorrono gli occhi al punky Mauri, ogni volta mi fermo colmo d’amore, e fieramente saluto e sorrido a questo nostro fratello e compagno guerriero.
E poi, ma quante volte succede!, ci narriamo le nostre vite e lotte contro questa putrefatta società…SOCIETÀ tanto imperante quanto sempre traballante sotto il timore che incutiamo al sistema letale con la nostra fermezza ed azione solidale!.
Parliamo, il punky Mauri ed io, del nostro amore e del loro timore di chi ben sa dove sta la forza della ragione e dell’amore, di chi ben sa che ha solo la ragione della forza senza cuore, senza vita e distruttiva della tecnologia, del denaro, del potere sul mondo schiavo.
Parliamo della mia gratitudine, enorme, di come sempre mi aiuta a rimanere uniti tra noi e con voi tuttx, uniti con questo nostro mondo guerriero in lotta per un mondo e un futuro giusto per tuttx ed in tutto. Per un mondo liberato dal loro potere, dal loro denaro, liberato dalla loro tecnologia e schiavitù, dalla loro distruzione totale!
Ecco di cosa parliamo, Mauri ed io, sempre. Di vita, di lotta. D’irrimediabile fermezza!
Mauri, non sarai mai solo un ricordo, fratello e compagno mio!
Sarai sempre con noi, sarai vivo nella nostra vita, sarai vivo nella nostra fermezza, sarai vivo nella nostra lotta!
Mauri, esempio e forza guerriera oltre ogni tempo, confine, distanza, repressione, e morte!
Marco Camenisch, dalla galera Svizzera, fine Maggio 2013 e sempre!

Lunedì, 17 Giugno dalle 18:00 (17:00 ore italiana) su Radiofragmata
Una conversazione libera con i nostri compagni dal Cile e Brasile su vari diversi argomenti di interesse per gli anarchici, riguardo la situazione in America Latina, Grecia, ecc. La registrazione è stata fatta da Contra Info il 13 Maggio 2013 e l’elaborazione audio è stata completata grazie alla radio internet di Atene, Radiofragmata.
La discussione originale è principalmente in spagnolo, ma la trasmissione inizia con traduzione greca. La registrazione sarà presto disponibile nell’archivio di Radiofragmata.

Abbiamo partecipato attivamente come gruppo da circa un anno, tempo durante il quale abbiamo visto un leggero aumento nel tipo delle azioni con cui ci identifichiamo. Abbiamo anche adottato misure simili e abbiamo deciso di renderle pubbliche attraverso questo indymedia, per favorire la sua riproduzione.
Manteniamo la nostra strategia e ferma linea politica: Vediamo le azioni da parte della Federazione Anarchica Informale (FAI) e altre azioni anonime come strizzatine d’occhio. Cogliamo l’occasione per inviare un abbraccio di solidarietà a tuttx coloro che hanno deciso passare dalla teoria alla pratica, in relazione con l’azione diretta del materiale.
In altri comunicati, abbiamo fatto richiami ad integrare la strategia di sabotaggio e / o il benessere della guerriglia urbana nella vita e le parole che vengono identificate con il pensiero anti-statale, anti-capitalista, anti-autoritario e anti-dominazione, che è ciò che alcuni di noi vedono nell’anarchismo e altri come anarco-nichilismo.
Oggi, faciamo una chiamata alla coerenza in ciò che concierne a i/le 5 prigionierx relazionatx con l’Ateneo di Sabadell.
Al momento, non abbiamo nessuna informazione diretta da loro, solo parole di persone vicine a loro e alle loro famiglie. Ma sembra che, già molte persone si sono precipitate a posizionarsi sui/lle detenutx. La mancanza di solidarietà o di reazione in Barcellona è preoccupante.
Tutti gli occhi si rivolgono a qualsiasi altro luogo, mentre i detenuti sono in regime FIES. La lettura dei media e l’ordine giudiziale, l’analisi è stata se erano spacciatori di droga o no, se avevano tradito o non. Sembra che, entrando nel sistema di giustizia penale e / o di prigione spagnola, la storia dei detenuti o processati si mette in discussione per motivi politici, morale, emotivi e estetici.
Nel frattempo, lo Stato sta imprigionando 5 persone che, a quanto pare, si sono descritti come anarchici/che. Non si tratta di supportare ciecamente (l’anarchismo) a chiunque. Ma il fatto è che sono stati arrestati a causa di qualcosa che ci riguarda tutti. Sembra che, a volte, la coerenza scompare dalla chiesa anarchica, soprattutto quando la realtà rompe le linee nelle cuali si inquadrano, in questo caso la risposta dello Stato all’anarchismo.
Lo Stato non solo tiene traccia di come ci guadagniamo da vivere – questo è quasi irrilevante – ma cerca di andare contro di noi al colpire dove meno ce lo aspettiamo, cercando di creare paranoia, e dove i compagni sono più visibili nella speranza di paralizzarci.
Ultimamente, sta diventando sempre più comune nei media puntare il dito verso gli anarchici, i loro legami con gruppi terroristici e le persone che aspirano a creare dei “disturbi” nel movimento di protesta “pacifica” – come la Piattaforma di Vittime dei Mutui (PAH) gli “indignati” del 15M, ecc, energia sta testando le acque, preparando il contesto di sciopero, e si sta facendo in pubblico, mostrando i manifestanti “cattivi” e “buoni”. Questa non è una nuova strategia, ma dobbiamo essere attenti e rispondere coerentemente agli Stati. Ignorare la situazione non è una risposta, né pure il silenzio.
La risposta agli arresti è l’inizio, la nostra lotta è un atto di solidarietà, la continuazione dei nostri attacchi è un atto di solidarietà.
Solidarietà con i/le 5 prigionieri/e!
Di fronte all’attacco dello stato ad un luogo di incontro e per il movimento anarchico, abbiamo distrutto 5 banche nella zona periferica di L’Hospitalet.
Salute, per la anarchia e il nihilismo rivoluzionario!
Lupi Neri

La notte del 13 maggio 2013 è, si spera, la notte in cui l’uccisore di massa Knut Indebetou rinuncerà ai suoi progetti di aprire un allevamento di visoni. Questa merda già gestisce un grande allevamento di galline, ma la ragione della nostra azione notturna è che progetta di fare soldi sulla pelle di circa 6.000 visoni innocenti ogni anno. Sono molti anni che in Svezia non si apre un nuovo allevamento di visoni e così deve restare. E’ un’industria costruita sull’assassinio e l’industria sarà presto morta così come le persone malate che la portano avanti.
Durante la notte, ci siamo scavati un passaggio attraverso la tomba dei genitori di Knut Indebetou, ora rimane solo a Knut e alla crudeltà che mette in scena finire nella tomba. La pietra tombale della fossa dei genitori è stata posizionata nel giardino della sorella di Knut Indebetou, questo perchè lei ha il potere di influenzare Knut nella sua decisione sull’allevamento di visoni. Poichè c’era bisogno di una nuova pietra tombale nel cimitero, ne abbiamo messa una con il nome di Knut.
Knut – Fa in modo che questo sia sufficiente. Risparmia gli animali e i tuoi parenti. Altrimenti non ti perdoneremo mai. Se gli animali ne avessero l’opportunità, farebbero qualcosa di molto peggiore di quanto hai avuto modo di provare fino ad ora…
ARM (Milizia dei diritti degli animali)

Come è noto, nei primi giorni di Gennaio ho subito un grave trauma cranico dopo un incidente. Si sono seguiti due interventi chirurgici successivi sulla mia testa e la mia permanenza per tre mesi in vari ospedali. Da tempo, ormai, sono fuggito dal pericolo, e mi trovo in fase di guarigione, in attesa di un intervento chirurgico definitivo di restauro sulla mia testa. Ora sono tornato tra i miei compagni e i miei fratelli della CCF, che di per sé mi fa sentire meglio.
Lentamente ottengo un’immagine dell’interesse espresso durante la mia ospedalizzazione e sento il bisogno di ringraziare tutti quelli che sono stati accanto a me in vari modi, dalla donazione di sangue (che era necessaria) fino al sostegno finanziario per coprire le spese mediche.
Un posto speciale nel mio cuore, però, hanno i compagni della Cospirazione Internazionale per la Vendetta FAI / IRF che hanno incendiato un veicolo privato in Indonesia e i compagni della Cellula Insurrezionale Anti-autoritaria FAI / IRF che hanno attaccato con ordigni incendiari l’edificio dell’Associazione Nazionale delle Guardie e precedentemente delle strutture delle guardie cilene, in Cile, per il grande onore che mi hanno fatto dando il mio nome nei nuclei di azione diretta che hanno assunto la responsabilità di questi attentati anarchici contro il dominio. Fratelli, sappiate che siete nei miei pensieri e che queste azioni mi hanno commosso profondamente. Che possa il fuoco della Ribellione e dell’Anarchia mantenere sempre caldi i vostri cuori e le vostre mani armate contro i nemici della libertà.
Infine vorrei ringraziare tutti quei gruppi di azione diretta in Grecia e all’estero che si sono interessati sulla mia situazione e mi hanno augurato una buona guarigione.
Sono felice di vedere che in tutto questo tempo la causa della FAI / FRI rimane dinamica ed attiva. Mi auguro che in futuro la sua intensità crescerà enormemente e la sua diffusione provocherà paura tra governanti in tutto il mondo.
VIVA LA FAI/ FRI
VIVA L’INTERNAZIONALE NERA DEGLI ANARCHICI DELLA PRASSI
Panagiotis Argirou
Membro della Cospirazione delle Cellule di Fuoco
Questo testo è stato letto dai membri della CCF il 10/6 al tribunale all’inizio del processo
Vogliamo ricambiare, da parte nostra da qui dentro, il segnale di guerriglia ai fratelli della collaborazione della Cospirazione delle Cellule di Fuoco e delle Bande di Coscienza e salutare il fronte comune di tutti gli anarchici della prassi che sostengono la rete internazionale della FAI-FRI. COMPAGNI, con questo attacco ci siamo incontrati di nuovo. Avete cancellato lo stato della nostra prigionia. Ci avete offerto momenti di vera libertà. Siamo trovati insieme intorno allo stesso tavolo, di nuovo. Abbiamo discusso, abbiamo scelto il bersaglio, abbiamo progettato l’operazione, abbiamo attaccato, abbiamo rivendicato la responsabilità…
Tutti insieme complici nel rinascimento della NOSTRA Cospirazione, tutti insieme coerenti con la promessa che abbiamo fatto che questo è solo l’inizio. La Cospirazione delle Cellule di Fuoco rimane libera nei nostri cuori, nei nostri sorrisi, nelle pallottole dei nostri armi fino alla fine, per sempre…
VIVA LA COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO / BANDE DI COSCIENZA
Nucleo Sole – Baleno.
VIVA L’INTERNAZIONALE NERA DEGLI ANARCHICI DELLA PRASSI.

PROGETTO PALMA
LIBERTÀ AGLI ANARCHICI DELLA PRASSI ITALIANI
i. Il ritorno della Cospirazione delle Cellule di Fuoco dalle ceneri
“Solo nei momenti in cui la nostra tensione per la libertà si incontra con la prassi riusciamo realmente a vivere l’ anarchia, qui ed ora. Purtroppo il sogno che portiamo nel cuore è troppo grande per non rischiare di scontrarsi contro il mostruoso muro dell’autorità eretto a difesa di stato e capitale. Quando realmente mettiamo in gioco la nostra vita, inevitabilmente finiamo per scontrarci con la durezza insita nella lotta: la morte e il carcere.”
- Nicola Gai
La Cospirazione delle Cellule di Fuoco – FAI/IRF, in collaborazione con i compagni delle Bande di Coscienza, onorando la nostra vecchia e diacronica amicizia, abbiamo fatto saltare l’auto della direttrice delle carceri maschili di Koridallos, Maria Stefi, come segno di genuina solidarietà verso i nostri dieci imprigionati fratelli e sorella, Giorgos P., Olga, Gerasimos, Christos, Michalis, Giorgos, Haris, Teofilos, Panagiotis, Damiano, che hanno assunto la responsabilità per la loro partecipazione alla Cospirazione.
Dopo quasi due anni di silenzio nel territorio greco, la CCF ritorni. In fronte comune con le Bande di Coscienza, i nuclei della FAI (fronte antifascista, nucleo illeso di vendetta, Lupo Solitario, ecc) e la Setta dei Rivoluzionari, sosteniamo e rafforziamo la cospirazione internazionale della Federazione Anarchica Informale (FAI) – Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI) .
La bomba piazzata nel veicolo della direttrice delle carceri maschili di Koridallos è la goccia prima della tempesta. Come è stato scritto, inoltre, nell’ultima rivendicazione della CCF contro il ministro della Giustizia… Leggi tutto »

1.
Nel Settembre 2009 cominciano i primi arresti realizzati con il pretesto di “disarticolare” la CCF, inaugurando così il processo di criminalizzare le relazioni personali tra anarchicx e distribuire mandati di arresti come fossero pillole. Una tattica che ha come obiettivo colpire non solo la CCF ma l’ambiente anarchico nel suo insieme. Di fatto, i meccanismi repressivi utilizzeranno specificatamente questa organizzazione come pretesto per attaccare l’intero ambiente anarchico, seminando la paura e l’incertezza al suo interno.
In Ottobre dello stesso anno, il Ministero dell’Ordine Pubblico cambia il suo nome, diventando Ministero di Protezione del Cittadino. Un fatto che, con una certa perplessità, sarà interpretato come un abbellimento. Tuttavia, il momento in cui avviene questo cambio di nome non è per niente casuale. Vale a dire, parliamo di un periodo in cui la classe media perde di colpo i suoi privilegi e i suoi diritti, cadendo di fatto dalla qualità di cittadino a quella di suddito. Il Ministero in questione infatti si incarica di proteggere solo una piccola corporazione di capitalisti e potenti che nemmeno ci pensano a perdere i loro privilegi.
Negli anni che seguono, moltissime cose cambieranno, la più importante sarà il congedo definitivo del modello keynesiano e la trasformazione del lavoro da un diritto a un privilegio. Il Potere del Capitale non è più in posizione di offrire il sogno piccolo-borghese e l’unico che regala è la repressione. Non ci sono sufficienti carote da servire come motivazione e solamente il bastone può offrire la soluzione.
La manifestazione della crisi, che era stata latente già dalla fine degli anni ’70, porta la classe capitalista, nel suo sforzo di mantenere i propri privilegi, alle tattiche dell’accumulazione primaria e della politica colonialista applicata anche all’interno del cosiddetto Mondo Occidentale. Visto che non è capace di ottenere i suoi profitti attraverso il Santo Progresso, si dà al puro saccheggio. In questo modo, il Potere del Capitale si sta militarizzando. Militarizza il lavoro reclutando impiegati.
Militarizza la repressione utilizzando le forze speciali dell’EKAM con qualunque pretesto. Militarizza la Giustizia, applicando le leggi speciali ai settori politici che resistono.
Leggi speciali, che per il momento si applicano all’ambiente anarchico e domani saranno applicate a qualunque variante brechtiana di questo. Leggi speciali secondo le quali basta essere anarchici per vedersi presi di mira dalla Sezione Antiterrorista e poi trovarsi accusati di accuse vuote ma voluminose.
2.
Il procedimento penale contro la mia persona si realizza in questo contesto politico. Si tratta di una persecuzione penale basata in idionymon* di anarchico e nella tattica di criminalizzare le relazioni politiche e personali.
Un processo penale che in una delle sue parti, quella che ha a che vedere con l’appartenenza alla CCF, si “basa” nel contatto che avevo con un mio amico, il compagno anarchico Kostas Sakkas. Ciò che è interessante è che anche lui stesso nega di essere membro della suddetta organizzazione. Inoltre, l’Antiterrorismo mi sta presentando – e questo non è altro che una menzogna – come qualcuno che “nella stazione degli autobus di Agrinio, con le sue misure di contro-inseguimento, copriva le spalle di un altro accusato nello stesso caso”, il quale, ovviamente, nega anch’egli la sua appartenenza alla CCF.
La seconda parte del processo penale ha a che vedere con il fatto che, secondo le fantasie dell’Unità Antiterrorista, io avrei partecipato alla rapina alla Alfa Bank nell’isola di Paros, che si è conclusa con la morte per colpo di arma di fuoco di un cittadino che cercava di impedire la fuga dei rapinatori. Si tratta di un processo penale in cui l’unica prova è una traccia di DNA in un oggetto (un cappello) che è stato trovato vicino alla banca; vale a dire una prova che in nessun caso implica la mia partecipazione nella rapina. In tutti i modi, ritengo di validità molto dubbiosa le modalità in cui è stata raccolta e analizzata quella prova.
Quindi il 10 Giugno sono citato a presentarmi nel Tribunale Terzo di Crimini Gravi (composto da 3 giudici) situato in via Loukareos di Atene, accusato di appartenenza alla CCF e inoltre perchè “come membro della suddetta organizzazione partecipò alla rapina dell’Alfa Bank nell’isola di Paros”.** Si tratta di accuse che, da parte mia, ho rifiutato fin dal primo momento.
Mi trovo ad affrontare le gravi accuse che formano parte di alcuni atti di accusa voluminosi, che, da una parte sono pieni di supposizioni dell’Unità Antiterrorista sul mio modo di vivere, e dall’altra, risultano completamente vuoti – naturalmente – per quel che riguarda qualunque prova.
3.
I processi non sono rappresentazioni teatrali. Però sono dei rituali. Rituali in cui il Potere del Capitale restituisce quello che definisce come Giusto quando ritiene che questo è stato alterato. Rituali nei quali si cristallizzano le correlazioni sociali. In questo processo in concreto, quello che – tra altre cose – è in gioco, è sia la legislazione della criminalizzazione di ambienti e lotte politiche intere, sia anche la criminalizzazione delle relazioni personali che i lottatori sociali mantengono tra di loro. Il consolidamento di una situazione in cui chi resiste dovrebbe rendere conto al Potere non solo per la sua qualità di “resistente” ma anche per tutti gli aspetti della sua vita sociale. O, detto con altre parole, il consolidamento di una situazione in cui il fatto di essere anarchici già in sé costituisce indizio di colpevolezza.
Manca solo che qualunque amicizia tra anarchici abbia il carattere di appartenenza all’organizzazione terrorista.
Tasos Theofilou
fonti: i, ii
Note di traduzione:
* Legge speciale (delictum sui generis) introdotta in Grecia nel 1929 e il cui obiettivo fu la penalizzazione delle cosiddette “idee insurrezionali”, vale a dire comunismo, anarchismo ma anche sindacalismo radicale.
** Il processo è stato rinviato al 11 Novembre 2013.

“Qualcuno direbbe, quindi, che la forza ha lo scopo di imporre l’organizzazione di un certo ordine sociale in cui una minoranza governa, mentre la violenza tende a distruggere questo ordine. La borghesia ha usato la forza fin dall’alba dei tempi fino ai tempi moderni, mentre il proletariato reagisce al presente, attraverso la violenza, contro di essa e contro lo stato” —George Sorel
LA GANG È FURIOSA:
In questo momento, il peso della storia cade sulle nostre spalle, la memoria dei combattenti, dei/le compagnx cadutx e vittoriosx in una lotta fin dalle origini dell’umanità, che varia solo in termini materiali e quantitativi. Come affrontare una bestia corporale con una forza storica senza precedenti; la società di classe è un materiale e anche un’idea, un’essenza e un fenomeno presenti nella coscienza individuale e collettiva dell’umanità. Lo stato, la proprietà privata, le sue forze armate, i modi di produzione e la permanente continua complicità di un’umanità soggetta alle decisioni di un’onnipresente autorità.
Immersi nella tipica freddezza dell’anniversario della morte del compagno Mauricio Morales, andiamo avanti, risoluti e felici di impiegare la nostra azione diretta, probabilmente analizzata come qualcosa di minimale in termini di danno materiale, la rivendichiamo come un’esperienza di azione diretta inquadrata in questa guerra sociale, assumendoci il compito di continuare a perfezionare le tecniche di attacco e sovversione. In un modo o nell’altro, l’incertezza della fortuna, la repressione, e l’obiettivo scompaiono e si trasformano in libertà.
Riguardo alla violenza individualista di tipo insurrezionale, criticata da quelli che o definiscono altre priorità politiche oppure semplicemente non osano colpire il potere, la nostra posizione è chiara, la nostra prospettiva rivoluzionaria viene da una considerazione fondamentale: le masse fanno le rivoluzioni, e le fanno perchè si trovano in una certa situazione di sfruttamento, di alienazione e di progressiva eliminazione degli aspetti positivi della vita. Se la rivoluzione è infatti un atto collettivo, delle masse, questo non significa che gruppi di individui, con affinità politica (teoria/prassi) tra di loro, non possano esercitare la violenza individualista contro il potere. Per quanto i mezzi di comunicazione di massa, lo stato, e i suoi meccanismi di repressione possano volgarizzare le nostre azioni e usare categorie borghesi per definirle (atti criminali), la nostra violenza è politica in sé e per sé, nello specifico a causa del fatto che la politica e le sue relazioni sociali sono assi fondamentali nello sviluppo degli interessi umani.
Infine, ricordiamo la vita, le idee e le azioni del compagno Mauricio Morales, caduto mentre stava realizzando un’azione diretta, e tuttx i/le compagnx imprigionatx e perseguitx da tutti gli stati del mondo. E salutiamo il compagno Diego Rios nel suo prendersi gioco delle autorità.
ABBASSO I SISTEMI DI DOMINIO POLIZIESCO/LEGALE/CARCERARIO
E FUOCO A TUTTE LE GUARDIE
CON TUTTI I MEZZI E GLI STRUMENTI,
ATTACCHIAMO OGNI FORMA DI AUTORITA’ E COMPLICITA’!!!
Gang Anarchica della Furia (B.A.C.)
fonte, in inglese
Nella sera del 14 Aprile, il compagno V.N. è stato seriamente ferito, dopo essere stato attaccato da un gruppo di 5 nazi nel quartiere della stazione metro Dorogožitsi. Giovani “patrioti” hanno usato coltelli e reciso arterie dell’attivista in tre punti, rompendogli anche diversi denti. Oltre a questo, V.N. ha avuto una commozione cerebrale.
V.N. ha recuperato bene dall’attacco, la sua mascella è stata operata e la prossima fase è guarire i denti. Grazie a tuttx coloro che si sono preoccupatx e hanno mostrato solidarietà! Le vostre lettere ci hanno dato ulteriore supporto per il compagno, e le donazioni sono state utili a finanziare i costi dell’operazione.
La solidarietà è la nostra arma!
fonte

Siamo stati brevemente informati del fatto che durante gli avvenimenti del 29 Marzo 2013, Sebastian è stato arrestato ed accusato secondo la legge per il controllo delle armi per aver trasportato una bottiglia molotov. Sebastian, un compagno anti-autoritario, è attualmente rinchiuso nel carcere/business di Santiago 1.
Speriamo che chi ha più informazioni le condivida, scrivendoci al (publicacionrefractario @ gmail.com) o le renda pubbliche in modo da espandere la solidarietà.
Per non abbandonare i prigionieri della lotta nelle strade!
fonte

Il 6 Giugno 2013, si è tenuta al tribunale di Perugia l’udienza preliminare del processo a carico di alcune delle persone indagate in seguito all’operazione repressiva anti-anarchica detta “Ardire”, che nel giugno del 2012 aveva portato all’arresto di 10 persone (alcune delle quali non si erano mai viste, né conosciute e due erano da tempo già detenute), accusate di partecipazione ad “associazione sovversiva con finalità di terrorismo” (art. 270 bis c.p.).
Ciò che all’epoca balzò agli occhi fu l’evidente contraddizione fra la titolarità dell’inchiesta della Procura di Perugia e l’inchiesta stessa, dal momento che tutti i principali episodi sottoposti ad indagine (come, ad esempio, l’invio di pacchi bomba alla sede di Equitalia a Roma, al Cie di Gradisca di Isonzo e il ritrovamento di un pacco bomba dentro l’Università Bocconi di Milano) erano avvenuti ben lontano dal territorio umbro.
Per questo motivo gli artefici dell’inchiesta (la Pm Comodi della Procura di Perugia – già nota per aver condotto nel recente passato altre due operazioni antianarchiche in Umbria, nel 2007 “Brushwood”, rivelatesi poi di consistenza nulla, e nel 2009 “Sherwood”, il cui processo è tuttora in corso; e il Generale dei carabinieri del ROS Giampaolo Ganzer, lo stesso che è stato condannato nel luglio 2010 in primo grado a 14 anni per traffico internazionale di droga) si dovettero ben ingegnare per inventarsi una cellula terroristica umbra affiliata alla “FAI informale” (senza la quale l’inchiesta stessa non avrebbe potuto reggere), accusandola di aver… effettuato scritte sui muri, esposto striscioni e imbrattato un bancomat.
Ma se all’epoca l’operazione ebbe grandissima rilevanza mediatica, grazie soprattutto al supporto della stampa asservita (basti pensare all’enfasi con la quale venne presentato il risultato di alcune perquisizioni, che avevano permesso il ritrovamento di… lampadine, chiodi, mollette di legno e fermacarte, indicando il tutto come pericoloso materiale atto all’imminente fabbricazione di ordigni esplosivi), ben poca attenzione si è data alla successiva suddivisione dell’inchiesta in due parti, una passata alla procura di Milano, l’altra, il filone umbro/perugino, rimasta alla procura di Pg: così che per parlare di terrorismo in Umbria restano davvero solo scritte e striscioni.
La mattina del 6 giugno si è dunque tenuta a Perugia l’udienza preliminare del processo per il solo filone umbro/perugino, che riguardava 4 persone (una ancora detenuta nel carcere di Ferrara, due ai domiciliari e una a piede libero), mentre, per quanto riguarda le persone sotto inchiesta per la parte passata a Milano, il giudice titolare delle indagini ha purtroppo recentemente richiesto la proroga delle misure cautelari in carcere per altri 6 mesi.
L’udienza vera e propria non si è però tenuta, da momento che gli avvocati della difesa hanno evidenziato l’incompatibilità del Gup (giudice per l’udienza preliminare), in quanto aveva a suo tempo partecipato all’inchiesta stessa ponendo la sua firma ad alcuni decreti di autorizzazione delle intercettazioni.
Ciò che a questo si spera e ci attendiamo è che, al di là di ogni considerazione sulla (poca) consistenza dell’inchiesta stessa, il 13 giugno, ad un anno dagli arresti e alla scadenza dei termini di custodia cautelare, i compagni sotto inchiesta in Umbria possano tornare in libertà.
 Arrendersi Mai Giornata di solidarietà con gli/le anarchici/che di lunga condanna Se il tempo e le mura usurano la solidarietà….Che facciamo? musica, ci sarà cibo vegano dolce e salato biblioteca Sante Geronimo Caserio e Biblioteca La Hiedra attività libera di alcol e fumo.
Da questo luogo del mondo, abbiamo voluto rispondere alla chiamata internazionale di solidarietà con gli/le anarchici/che detenutx di lunga condanna, a sostegno di Marie Mason ed Eric McDavid, compagnx americani incarceratx il 2008 e 2006 rispettivamente. Marie viene catturata per due incendi commessi nel 1999 e nel 2000. Dopo il tradimento del suo ex marito, Frank Ambrose.
Eric senza aver raggiunto alcuna azione è condannato per il delito di cospirazione con l’aiuto di un’infiltrata che ha compilato prove contro di lui. I due si sono rifiutati a collaborare con la polizia e consegnare dei compagnx, con questo come aggravante lo Stato gli/le ha condannatx a più di 20 anni di carcere.
Però perché il 11 Giugno? È iniziato come una giornata internazionale di solidarietà con l’anarchico Jeff “Free” Luers, prigioniero nel 2004 con una condanna di più di 22 anni di carcere. Dopo anni di lotta, e insieme al suo equipe legale, è riuscito a ridurre la sua pena e nel 2009 è stato rilasciato. Ma negli anni trascorsi tra l’arresto di Jeff e il suo rilascio, l’FBI, nel tentativo di devastare le comunità ecologiste radicali e anarchiche, abbia accusato e arrestato Eric McDavid e Marie Mason.
In questa linea è che viene agitata questa data, per ricordarci quanto sia importante essere solidali attivamente, in quanto ci serve a sollevare il morale dei/le compagnx rapitx dallo Stato e raggiungere la loro uscita sulla strada.
In tutto il mondo esistono compagnx imprigionatx, noi quelli che siamo fuori dobbiamo supportare ed essere solidali con loro; è per questa ragione che, come biblioteca Sante Geronimo Caserio e Biblioteca La Hiedra abbiamo voluto realizzare quest’attività anticarceraria, come un umile gesto di solidarietà con tuttx i/le compagnx in carcere per confrontarsi alla dominazione.
Marie Mason, Eric McDavid, José Miguel Sánchez, Alberto Olivares Fuenzalida, Justin Solondz, Marco Camenisch, Freddy Fuentevilla, Juan Aliste, Marcelo Villarroel, Mumia Abu-Jamal, Ted Kaczinsky e Gabriel Pombo da Silva per citarne algunx.
Né breve né lunga condanna: Non vogliamo nessuna sentenza
Vogliamo finire con le Carceri!
Giornata di solidarietà con gli/le anarchici/che di lunga condanna
Martedì 11 Giugno
ore 18:00.
ZTA Cueto con Andes: Cueto 993 esquina Andes – Metro Cumming
fonte

Testo letto nell’attività del 20 MAGGIO 2013: La nostra memoria è nera, il nostro cuore pure
È necessario essere sordo di anima, cieco di pelle, schiavo Yanakona o senza classe per ignorare che viaggiamo davanti ad una inquisizione sociale di ordine capitalista e incorporata di polizia.
Questa inquisizione sociale funziona a piena potenza in possesso dei suoi apparati e forze coercitive. Così si esauriscono le vite al suono dell’alienazione e dell’indolenza. Il risultato transitorio è un popolo abituato ad obbedire e senza capacità di meravigliarsi, senza tempo per la riflessione e limitato nella’azione.
Rompere con quello che ci presentano, imposto come un modo di vita, ci dà l’ossigeno per prenderci la nostra vita così da essere attori in resistenza guardando con occhi scintillanti e libertari le lontananze degli impossibili, in ciò va tutto quello che abbiamo: l’amore, la tenerezza, la rabbia.
Come combattenti popolari, sotto un braccio le armi sotto un altro i libri e gli slogan rivoluzionari nella mente le idee libertarie, nell’azione sovversiva permanente e nel cuore le nostre stelle e amori. Nella decisione-azione sempre presenti tutti i Mauricios, tutte le norme. Sempre!
Mentre ci sarà miseria ci sarà Rebellione!
Juan Aliste, Prigionero Sovversivo. C.A.S-Chile
Maggio 2013
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